Categories: Cultura e Società

Successo internazionale per “Ocean Terminal”: torna la storia di Welby al Teatro Vascello

Dopo aver toccato il cuore nei vari teatri d’Europa e a New York, torna in Italia, a grande richiesta, “Ocean Terminal”. L’opera, tratta dal romanzo di Piergiorgio Welby, volerà poi di nuovo all’estero ospite del Museo Ivam Di Valencia.

8-9 maggio 2019 Teatro Vascello – Roma

Una sfida oltre la vita. A grande richiesta torna in Italia, in questa occasione al Teatro Vascello, dall’ 8 al 9 maggio, “Ocean Terminal”, l’opera dedicata a Piergiorgio Welby, il giornalista e scrittore simbolo del diritto al rifiuto dell’accanimento terapeutico e favorevole all’eutanasia in Italia, che si è spento dopo una lunga battaglia il 20 dicembre del 2006. Uno spettacolo, ospitato presso vari teatri d’Europa e anche a New York, che non vuole essere un mero racconto, né un testamento, bensì la celebrazione alla vita di un uomo straordinario, interpretato sulla scena da Emanuele Vezzoli che ne cura anche la regia. “Quando ho letto Ocean Terminal, il mio primo desiderio e la mia esigenza come attore e regista – ha dichiarato lo stesso Vezzoli – sono state quelle di rendermi il tramite attraverso cui trasferire la ricchezza del tesoro Piergiorgio Welby agli altri uomini, raccogliendo la promessa fatta a Mina Welby ed in accordo con quanto egli stesso afferma: non esiste un’arte privata, un artista ha l’obbligo morale di incidere sulla realtà». Un bagaglio di emozioni e stati d’animo che intende far “vivere” questa drammatica esperienza e farla viaggiare passo dopo passo, orma dopo orma. Per questo dopo il Vascello l’opera volerà nuovamente oltre i confini italiani per approdare in Spagna, accolta dal Museo Ivam di Valencia. “Ocean Terminal” dal romanzo al palco è un insieme di prose spezzate: dall’infanzia cattolica alla scoperta della malattia, fino all’immaginario hippy e alla tossicodipendenza, passando attraverso gli squarci di una Roma vissuta nelle piazze o nel chiuso di una stanza. In un continuo susseguirsi di toni lucidi e febbrili, poetici e volgari, Welby riavvolge il nastro della propria vita, tra conflitti, speranze, sofferenze in un vero e proprio inno al valore dell’esistenza.

Antonio Nesci

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