Se n’è andato il costumista Piero Tosi, nato nel 1927 a Sesto Fiorentino e morto a Roma dopo una vita colma di successi e scoperte.
Pierino Tosi è stato un esteta originale e vitale. Nel cinema del Novecento il costumista ha sancito il rinnovamento del costume, traducendolo in chiave del personaggio: più che contenitore o decorazione, l’abito in lui diventa specchio, sottolineatura e complemento di un carattere.
Aveva studiato a Firenze. Tra i suoi insegnanti all’Accademia delle Belle Arti c’era stato Ottone Rosai. Grazie all’introduzione dell’amico Franco Zeffirelli, venne preso da Visconti come assistente alla regia di uno spettacolo del Maggio Musicale Fiorentino. Dopo un periodo di apprendistato teatrale si lanciò nel cinema dedicandosi soprattutto ai film di Luchino. Tra i due si stabilì un’intesa artistica durata un quarto di secolo che diede grandi risultati.
Collaborò anche con Camerini, Monicelli, Bolognini e De Sica. In Matrimonio all’italiana esaltò l’appeal di Sophia Loren. Valorizzava e comprendeva le donne, e sul set della Medea di Pasolini ebbe un ottimo rapporto con Maria Callas, di cui colse la statura di eroina tragica. Durante il suo fertile itinerario creativo venne inondato da omaggi e riconoscimenti, tra cui cinque nomination agli Oscar e uno alla carriera nel 2014.
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