22 Maggio 2024
Sport

Immobile riacciuffa prima Krejci e poi Palacio

Gol e spettacolo davanti a Sinisa Mihajlovic accolto dal boato del pubblico tanto di fede bolognese quanto laziale. Tra Bologna e Lazio si gioca una partita senza soste con continui ribaltamenti di fronte, tantissime emozioni e anche qualche errore. Il pareggio alla fine è il risultato più giusto. Amarezza per Simone Inzaghi…i biancocelesti, a due minuti dalla fine, ha la possibilità di assestare il colpo del k.o. con un calcio di rigore che Correa tira sulla traversa.

Il Bologna passa in vantaggio per due volte, ma in entrambe le occasioni viene raggiunta da Immobile. La sblocca Krejci con un colpo di testa favorito dalla serpentina e dal cross al bacio di Orsolini. L’1-0 dura solo un paio di minuti, perché Immobile – pescato tutto solo da Lulic in area – anticipa il tiro e beffa sia Danilo sia Skorupski.

Il Bologna riparte, la Lazio è più sorniona ma prova anche lei a far male. Sono i padroni di casa a tornare in vantaggio, poco dopo la mezzora. Il gol è di Palacio (ottavo centro contro i biancocelesti) che raccoglie e butta dentro un pallone respinto dal palo sul tiro di Svanberg. Questa volta il vantaggio bolognese dura un po’ di più, ma neanche tanto. Otto minuti dopo, infatti, Immobile colpisce ancora, stavolta servito da Luis Alberto. Il tentativo di Danilo di stoppare il suo tiro in scivolata è inutile.

Non cambia il punteggio nella ripresa, ma le emozioni sono le stesse e anche più della prima frazione di gioco. Si comincia con un gol annullato al Bologna. Lo segna Svanberg, sulla traiettoria c’è in fuorigioco Danilo che non tocca la palla ma partecipa all’azione. Si finisce con il rigore sciupato dalla Lazio con Correa, il cui tiro dagli undici metri (fallo di Palacio su Acerbi) scheggia la traversa e finisce fuori. In mezzo anche due espulsioni, una per parte. Quella laziale arriva al 15’ per il secondo giallo rimediato da Leiva. La parità numerica si ristabilisce dieci minuti dopo per il rosso a Medel per fallo da ultimo uomo su Correa.