La fattura proforma (dal latino pro forma) è un documento simile alla fattura immediata ma senza valore fiscale. Si può emettere prima di fare la fattura vera e propria al cliente finale, ma non ha valore per la riscossione nel caso il cliente non paghi.
Un Esempio: Devo fatturare a un cliente 1000 euro di servizi ma non sono sicuro di venir pagato subito. Gli emetto una fattura proforma e attendo il pagamento dei 1000 euro. Appena ricevuto il pagamento gli emetterò una fattura per servizi.
sono quelli di evitare di pagare le tasse prima del dovuto
sono quelle di fatturare solo quando ricevo il pagamento
nel caso ci siano delle contestazioni sull’importo dovuto lo possiamo correggere senza dover fare note di credito
I campi minimi necessari alla fattura proforma sono :
Solitamente la fattura proforma veniva usata dai commercialisti, avvocati e notai per l’emissione di parcelle ma ultimamente è usata molto anche da chi avanza un credito per una prestazione o per la vendita di merce ma non si vuole emettere fattura per non anticipare le tasse.
Dato che questo documento, anche se simile a una fattura, non si tratta di un documento fiscale bisogna riportare sul documento in modo esplicito una dicitura come questa: “Questo documento non costituisce fattura valida ai fini del DpR 633 26/10/1972 e successive modifiche. La fattura definitiva verrà emessa all’atto del pagamento del corrispettivo (articolo 6, comma 3, DpR 633/72)”.
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