Figli “detraibili” dalle tasse

Tra non molto ci sarà da effettuare la denuncia dei redditi. Un figlio, si sa, costa, ma non tutti i genitori sanno che una parte delle spese sostenute per i figli sono detraibili. Ad esempio le spese scolastiche. Si possono detrarre dalle tasse il 19% di quello che si è speso per la scuola l’anno precedente, fino a una spesa massima di 786 euro per ogni figlio. Hanno diritto alla detrazione: il costo della mensa, la spesa per le gite, quello che si è pagato per i servizi di post scuola e pre scuola, i corsi a pagamento che i bambini fanno a scuola come il teatro o l’inglese per esempio. Anche per la spesa dell’asilo nido si può avere diritto a una detrazione del 19% con un tetto massimo alle spese pari a 632 euro all’anno per ogni figlio a carico. Nel caso dell’asilo nido, è prevista la detrazione anche nel caso si tratti di un istituto privato (mentre per la scuola primaria si può detrarre le spese solo per scuole pubbliche o parificate) e le cosiddette “sezione primavera” o “sezione ponte”.

Non è prevista invece nessuna per il materiale di cancelleria. E i libri di testo? Alla materna e alla scuola primaria sono gratuiti, ma dalla scuola secondaria in poi la spesa per i libri di testo può essere davvero pesante. Purtroppo la spesa per i libri di testo non si può detrarre dalle tasse. Non è scaricabile neanche il costo dello scuolabus, essendo un’alternativa al trasporto pubblico.

Per quanto riguarda la baby sitter, sebbene non esista più il bonus baby sitter resta, però, l’agevolazione fiscale che riguarda i contributi versati all’INPS per la baby sitter. Se si è assunto con un contratto di lavoratore dipendente una persona che cercava un lavoro come baby sitter a Roma, è possibile recuperare parte del costo dei contributi versato ogni trimestre all’INPS. I contributi, infatti, sono deducibili dalle tasse. I contributi baby sitter sono deducibili fino a un tetto di spesa massimo piuttosto alto, oltre 1.500 euro.