L’impatto del coronavirus sul gioco online

Qual è l’impatto del Coronavirus sui vari settori dell’economia italiana? Che il nuovo virus proveniente dalla Cina, ormai divenuto una pandemia, stia mettendo in seria difficoltà i complessi economici di tutte le nazioni e non sono della nostra è ormai un dato di fatto: con la chiusura di tutte le attività che non sono necessarie per la sopravvivenza dei paesi, è più che logico che siano parecchi i settori ad aver subito un blocco, o che possono già definirsi in crisi. Ma prendiamone in analisi uno in particolare: quello del gaming e delle scommesse, che è uno di quei settori che può vantare due facce. Il lato fisico e quello online.

Coronavirus e scommesse: la situazione

Chiaramente è l’online in questo periodo ad ottenere maggiori benefici, poiché per sua stessa natura garantisce la giocabilità ovunque e in qualsiasi momento: essendo i luoghi fisici – sale da gioco, centri scommesse – forzatamente chiusi il pubblico usuale del gaming online ha recentemente osservato una crescita evidente, andando ad inglobare anche tutta una parte di affezionati dei miglior pokerche si sono spostati sul virtuale. Ma andiamo ad analizzare la situazione nel complesso.

L’inizio dell’anno era stato da record per il settore, con il mese di gennaio che aveva registrato numeri incredibili e addirittura insperati. Il confronto con gli anni precedenti viene sempre effettuato in coppia, e quello tra il 2020 ed il 2019 non ha veramente confronto, nonostante a febbraio fosse già iniziato il periodo meno proficuo per il settore in generale. Il bimestre dell’anno in corso infatti aveva registrato un incremento del 21,8% rispetto a quello del 2019, con la bellezza di 350 milioni di euro spesi nei primi due mesi dell’anno.

Come stavamo dicendo, era in particolare l’online a registrare il maggior tasso di crescita fin da inizio anno, a dimostrazione quindi che si tratta di un settore in evidente espansione a prescindere dallo specifico momento storico che vincola molti utenti alla modalità digitale: nel primo bimestre era arrivato un netto +24% per il gaming e gambling online rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.

Questo proprio grazie alle sue caratteristiche, che gli permettono di andare ad abbracciare un target sempre più numeroso e variegato e che soprattutto superano nel confronto i corrispettivi fisici: è vero che al momento la maggior parte delle entrate (all’incirca i due terzi) annuali del settore arrivano ancora dai centri fisici, ma sembra davvero una tendenza destinata a cambiare. La possibilità di giocare su infiniti tavoli da gioco, senza alcun tipo di attesa e soprattutto 24 ore su 24 sono elementi troppo stuzzicanti per passare inosservati a dei giocatori esperti, che con il passare del tempo diventeranno sempre più videogiocatori.

Febbraio: l’impatto è evidente

Ad ogni modo come dicevamo è dal mese di febbraio, quando restare all’interno delle proprie abitazioni non era ancora un obbligo come è ora ma un caloroso consiglio, che l’impatto del Coronavirus sul settore del gioco in generale ha cominciato a farsi sentire con maggiore potenza: isolando il mese di febbraio, la spesa registrata è stata di poco inferiore ai 134 milioni di euro. Un calo netto sia se comparato con il mese di gennaio che se raffrontato con il febbraio 2019.

Si tratta però come dicevamo di un dato che colpisce soprattutto le scommesse e il gioco nei luoghi fisici, che infatti solo a febbraio stavano patendo una perdita del 23.2%. Ad oggi il passivo è incalcolabile, considerando la chiusura obbligatoria praticamente della maggior parte delle attività che posseggono al loro interno slot machines o qualsiasi altro tipo di gioco reale. Il decreto “io resto a casa” va ad influire perciò in modi diversi sul settore del gaming: se colpisce in maniera micidiale quello fisico, sembra aver quasi dato una spinta ulteriore a quello del gaming online.