Bizzoni: la morte sul lavoro non è mai un incidente

“É stata sufficiente una deroga al lockdown ed una parziale riapertura delle attività lavorative per ottenere il drammatico risultato di due morti sul lavoro; nei giorni scorsi a Frosinone ed oggi a Tivoli”. E’ quanto scrive in una nota Marco Bizzoni (PRC-SeLazio).

“In questo triste momento il Partito della Rifondazione Comunista esprime la propria vicinanza e le condoglianze alla famiglia del lavoratore morto stamattina a Case Rosse dove era andato a lavorare.
In questi pochi giorni di ripresa delle attività economiche, due lavoratori usciti di casa per guadagnarsi da vivere non sono più rientrati, tutto ciò è inaccettabile”.

“Quando si muore sul lavoro non è mai un Incidente. Il lavoro uccide quando deve essere svolto a certi ritmi, a certe condizioni, con strumenti non adeguati. La morte sul lavoro è il risultato di decisioni prese dalle aziende, che i lavoratori sono costretti a rispettare. La morte sul lavoro è il frutto dell’assenza di controlli da parte dell’ispettorato territoriale del lavoro e dei servizi di prevenzione sicurezza lavoro delle ASL e quindi, in ultima analisi, delle decisioni politiche del Ministero del Lavoro e della Regione Lazio che, invece di potenziare il rispettivo personale ispettivo, mantengono gli organici costantemente sottodimensionati.
All’assessore al Lavoro della Regione Lazio diciamo che la riconvocazione della Task Force sulla vigilanza in materia di sicurezza non è sufficiente, i lavoratori morti sul lavoro da quando è stata istituita sono lì a dimostrarlo”.

“All’assessore alla Sanità chiediamo di ripristinare i livelli di organici e mezzi dei servizi di prevenzione e salute sul lavoro. È ora che la Regione Lazio metta in atto azioni concrete di contrasto delle morti sul lavoro che non si limitino al finanziamento delle aziende affinché facciano ciò che è loro dovere”.