26 Febbraio 2024
Cultura e Società

La Terra di Puglia: terra ricca di sapori “poveri”

Le vacanze in Puglia non sono solamente sinonimo di lunghe giornate di mare, ma anche di una gastronomia straordinariamente ricca di sapori, intensa, emozionante e sorprendente. Insomma, la Puglia da visitare e la Puglia da mangiare vanno un pò a braccetto. Spesso il turista che giunge in regione nutre grandi aspettative in merito alle grandi “mangiate” di pesce che l’aspettano. Che sicuramente non rimarranno deluse, dal momento che la regione vanta alcuni tra i porti pescherecci più operosi d’Italia. Eppure, non tutti sanno che che la gastronomia della regione include una serie di prodotti tipici pugliesi molto amati ed apprezzati in tutto il mondo e che nulla hanno a che fare con il pesce. Perché la Puglia è una regione dalla grande storia e tradizione rurale, un aspetto che si riflette nella sua gastronomia e che oggi, nonostante l’avanzare dei tempi ed il benessere economico imperante, non cessa di riflettersi nelle abitudini alimentari del suoi abitanti. Provare per credere.

Sapori autentici danno la misura delle origini povere di una gastronomia oggi d’eccellenza

Tra i piatti ed i prodotti tipici pugliesi che fanno parte della quotidianità e della gastronomia locale troviamo indubbiamente le frise ed i legumi. Due pietanze che ci danno la misura delle origini “povere” di questa cucina. Un tempo, infatti, persino il pane fresco era un piccolo lusso, mentre era uso comune preparare le frise in abbondanza e per tempo. Un pane secco sempre pronto all’uso se reidratato, da portarsi appresso durante le lunghe giornate trascorse nei campi a lavorare la terra od a condurre gli ovini al pascolo. E ancora, i legumi: economici, sani e corroboranti dopo un’altrettanto lunga giornata trascorsa al lavoro. Se ne preparava una generosa “pignata” (il tegame in terracotta) e, proprio come spesso si fa ancora oggi in virtù di un retaggio tradizionale ancor vivo più che mai, si sfamava l’intera e numerosa famiglia per diversi giorni. 

E proprio da questa tradizione fatta di mezzi esigui e di tante bocche da sfamare, proviene l’abitudine di produrre il grano arso, un grano antico che oggi ci piace riscoprire ma che in realtà proviene dall’abitudine dei contadini di convertire in farina i residui della bruciatura delle stoppie dopo la raccolta del grano nelle terre dei latifondisti presso i quali prestavano servizio. 

Sapori poveri che benessere e ricchezza non hanno mai sradicato da una gastronomia che giorno dopo giorno ci racconta la storia di un popolo abituato al lavoro ed al sacrificio. E che ne sono, in qualche modo, la quintessenza. 

Taralli pugliesi, frise, pasta di grano arso o di semola (la farina più comune in queste zone), preparata solamente con l’aggiunta d’acqua )perchè anche l’uovo era un’aggiunta non necessaria e non sempre disponibile); e poi ancora, sempre sull’onda del far necessità virtù, gli ortaggi, cresciuti e maturati al caldo sole della Terra di Puglia e le erbe spontaneee, offerte in maniera generosa e gratuita da madre terra, come i mugnuli, le cicorine, il tarassaco. E che dire dei lampascioni e delle caroselle? Quel che madre terra offre spontaneamente e generosamente, è sempre gradito, in Terra di Puglia. E’ sull’onda dell’emozione di questo saper trasformare in un trionfo di sapori ed in un sontuoso pasto anche l’ingrediente più umile ed in qualche modo “comune”, che è nato La Terra di Puglia. Prodotti pugliesi autentici, oggigiorno quasi introvabili nella loro versione più genuina, che narrano una storia lunga fatta di sapori veri, acquistabili sulle pagine dello shop durante tutto l’anno, assieme alle più tradizionali stoviglie e pignatte in terracotta, i ninnoli e gli oggetti d’artigianato come i pumi e, non ultimo al re incontrastato di questa straordinaria gastronomia: l’olio pugliese, che tutto condisce e tutto impreziosisce, quasi fosse un oro. L’oro verde pugliese.