È la storia di Agostino Di Bartolomei, il Capitano Silenzioso, lasciato ai margini da un mondo che non si volta indietro. Un uomo cresciuto in borgata, tra partite sui prati e cinematografi, che con il suo linguaggio forbito, portava in giro per l’Italia una Romanità diversa, dove i valori di solidarietà ed ironia sono il suo fondamento.
Lo spettacolo racconta la Storia di un calcio e di un tempo che non c’è più, attraverso gli occhi e la memoria di un tifoso della Roma, ex Ultrà di Curva anni ‘80, cresciuto nella stessa borgata e amico d’infanzia di Ago.
“In porto ci arriveremo sicuramente, vediamo di arrivarci con il vessillo”. Era un capitano silenzioso, ma quando parlava lasciava il segno. Non era abituato a dire cose che non pensava, Agostino, ma a pensare le cose che diceva. Il suo esempio rappresenta un calcio fatto di rispetto, lealtà e sana competizione.
Sul campo affrontava gli avversari con “umiltà ed abnegazione”, quando segnava s’inginocchiava davanti ai suoi tifosi perché “bisogna avere sempre rispetto della gente che paga il biglietto”.
Agostino non era capace di essere ipocrita, forse è per questo che è stato emarginato dal suo ambiente, perché era gentile ed educato. Ma senza questi valori il calcio cosa diventa?
venerdì 17 e sabato 18 luglio ore 21
domenica 19 luglio ore 18
di e con Ariele Vincenti
Teatro Ghione
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