Roma. Due fasce orarie (8,30 e 9,30) per scaglionare gli ingressi degli studenti

Settembre a Roma? Un dipendente su tre in smart working al pc dalla propria residenza ed entrate scaglionate in due turni per le scuole, dalle elementari fino alle superiori. È lo scenario prefigurato. Sui treni, una revisione progressiva dell’attuale capienza (60% come da ultima direttiva del Mit) fino al massimo del 100% di passeggeri seduti più 60% in piedi. La Regione, in collaborazione con la Sapienza, pubblica le linee guida della ripartenza post coronavirus di settembre pensando a misure che puntano a diventare strutturali sebbene la scadenza del provvedimento coincida con la fine dello stato d’emergenza, fissata per decreto al 15 ottobre.

Un terzo dei 407 mila dipendenti pubblici, più tutti gli impiegati nelle grandi aziende di servizi che operano a Roma e che nell’era pre-Covid popolavano Centro e Eur tutte le mattine, alla ripresa delle vacanze continuerà a lavorare a turno da remoto con la prospettiva di rimanere in modalità agile. In una città che vive di turismo e dell’indotto della pubblica amministrazione, il colpo non può non farsi sentire. Da settembre all’incirca 150 mila impiegati non rientreranno in ufficio e, quindi, non spenderanno per un pranzo o un caffè nei tremila tra bar e ristoranti che già ora faticano a tirare avanti a causa di perdite fino all’80%. Già dal confinamento la PA è entrata nell’era dello smart working facendo lavorare da casa gran parte dei propri dipendenti. Il Campidoglio, nonostante il 14 settembre decada l’obbligo di mandare allo sportello i soli impiegati che erogano servizi indifferibili, dal giorno successivo conferma “l’operatività fino al 31 dicembre 2020 del mantenimento al 50% delle prestazioni in modalità agile”. È il primo passo verso il 30% di impiegati in smart working che è l’obiettivo strutturale del Comune.

Tutti gli altri enti lavorano in questa direzione, con impatto sull’efficienza delle amministrazioni e sul traffico, oltre che sull’economia cittadina vista la desertificazione del Centro, ovvero la zona dove si trova la maggior parte degli uffici. Motivo per cui la Regione “avvierà sin dalla fine del mese di agosto dei tavoli di confronto e coordinamento con i mobility manager degli enti locali e delle maggiori aziende laziali”, così da armonizzare anche la rivoluzione del lavoro agile con i flussi del traffico, tenendo comunque sempre presente le indicazioni anti-Covid del Comitato tecnico-scientifico. “Con l’inizio della scuola, gli spostamenti si moltiplicheranno e devono assolutamente essere effettuati in piena sicurezza” afferma l’assessore regionale ai Trasporti, Mauro Alessandri. “L’andamento delle nuove disposizioni sarà costantemente monitorato per poter intervenire con tempestività se necessario”.

Per le scuole la Regione ha pensato a due fasce orarie per scaglionare gli ingressi: una alle 8.30, l’altra alle 9.30. Invece per i trasporti si gettano le basi per un aumento del carico dei mezzi. Per il momento si parla trasporto regionale. Quindi in arrivo c’è un rinforzo per Cotral, per la Roma-Civita Castellana-Viterbo, e per le ferrovie regionali, dove insieme a Trenitalia si ragiona su come aumentare i passeggeri. La nuova percentuale è da stabilire in un range che va dalla capienza attuale (60%) a una “nuova possibile offerta di posti: 100% seduti più 60% in piedi”. Per Atac, invece, al momento non cambia nulla. “Nelle metro e sui bus la capienza per ora non cambia, aspettiamo l’apertura delle scuole per calibrare il servizio sulla domanda”, chiariscono dal Campidoglio.