Ci sono delle strategie per favorire l’autonomia del bambino nell’addormentamento? Se lo chiedono tantissimi genitori romani. “Dovrà dormire con noi nel lettone?” o “quando dormirà da solo nel suo lettino?”. Sono domande che i genitori si pongono riguardo al sonno dei propri figli. Non c’è una formula magica. Infatti ciascun bimbo ha le sue preferenze, i suoi bisogni e i suoi tempi. Tuttavia può essere utile conoscere alcune strategie per gestire al meglio il momento del sonno e favorire il benessere di tutti.
Sono le parole chiave. Non è detto che ciò che si rivela utile una sera per accompagnare il bambino al sonno sia necessario ogni volta. In effetti le soluzioni cambiano con la crescita. Inoltre, non esistono abitudini giuste o sbagliate a priori. Ciò che funziona per un bambino potrebbe non essere utile per un altro.
Alcune situazioni possono far regredire il bambino rispetto all’autonomia acquisita nella gestione del sonno. Ad esempio un nuovo lavoro della madre, uno scatto nello sviluppo psicomotorio, la nascita di un fratello, l’inizio della scuola. In questi casi, se il bambino percepisce una carenza (anche solo immaginata), cercherà di “recuperare” in qualche modo per tutelare il proprio benessere, ad esempio di notte, chiedendo una maggior vicinanza dei genitori.
Per alcuni genitori è meno faticoso accogliere il bambino nel proprio letto. Invece per altri lo è alzarsi e raggiungere il piccolo. In entrambi i casi, ciò che non turba il bambino non può essere dannoso.
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