Lazio-Juve 1-1. Inzaghi: grande gara nonostante l’emergenza

Contro la Juve l’ennesima partita di carattere della Lazio di Simone Inzaghi. All’Olimpico finisce 1-1, in gol Ronaldo e Caicedo. Su Dazn, il mister ha spiegato i “suoi” “festeggiamenti”. “Un gesto istintivo. Abbiamo fatto un giro di partite con calciatori contati, con piano A, B, C. Oggi i ragazzi si sono superati, ecco perché l’esultanza è stata più spinta del solito. La Lazio ha fatto una grande partita e meritava il vantaggio. Invece il gol lo abbiamo preso su un’uscita sbagliata, poi la traversa di Ronaldo e alcune nostre chance. Sappiamo cosa sia la Juve, hanno qualità. Nonostante l’emergenza, è stata una grande gara”.

“Mancavano Immobile, Leiva, Strakosha, Lulic, che sono 4 titolari e li abbiamo concessi alla Juve. Ora c’è la sosta, recuperiamo. Fino ad ora, con tante difficoltà, l’inizio di campionato e di Champions è stato fatto nel migliore dei modi. Caicedo e Muriqi insieme? Posso avere questa possibilità. Correa ha fatto una grande partita, forse in qualche occasione poteva essere più lucido, ma ci ha aiutato, si è fatto trovare sempre nel posto giusto. Non mi sembrava il momento di toglierlo, è un calciatore intelligente. Questa squadra ha cuore. Lo sappiamo dopo tanti anni, le difficoltà sono nel Dna della Lazio. C’è il bisogno di tutti, come in Champions ho chiamato alcuni ragazzi della Primavera. A Bruges eravamo in 13, in Russia 14. Riposiamoci e lavoriamo, speriamo di avere la possibilità di avere più rotazioni”.

“Felipe è un grande giocatore e persona. Dopo 5-6 mesi si è fatto voler bene. Nella prima stagione ha sbagliato un gol importante a Crotone. Ma già li aveva fatto grandi cose. Ho chiesto alla società di farlo rimanere subito al primo anno, era perfetto per completare il reparto con Immobile Scarpa d’Oro 2020. Sta convivendo con un problema alla spalla, ecco perché. Immobile? Ci tiene e mi metto nei panni degli assenti. Hanno lavorato 4 anni per la Champions, ora non possono starci, ma gli dico di stare tranquilli, arriverà anche il loro turno”. Sulle conseguenza riferiti ai tamponi dubbi: “Sono sereno e tranquillo. Più di essere un allenatore costretto a giocare con 12, 13, 14 giocatori, non potevo fare altro”.

Antonio Nesci

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