Intervista a Lemuri il Visionario: “Niente da dire”

Niente da dire” è il nuovo singolo del cantautore Vittorio Centrone, che dal 2010 porta avanti il progetto Lemuri Il Visionario. La sua carriera musicale è iniziata ufficialmente nel 2003 con il disco “Il porto dei santi” e l’anno dopo, con la formazione Haiducii, ha ottenuto un enorme successo con il brano “Dragostea din tei”. “Niente da dire” anticipa l’uscita del nuovo disco “Viaggio al centro di un cuore blu” per l’etichetta Vrec e distribuito da Audioglobe.

“Niente da dire” è il tuo ultimo singolo. In che circostanza hai scritto questo brano?
Quel momento è stampato nella mia memoria. Un ricordo di quando ero adolescente riaffiorò come un relitto da una bassa marea e suscitò in me una fortissima emozione. Mi sentii travolto e considerai che era impossibile tradurre quell’emozione attraverso le parole. Pensai subito che la vita, nella sua spietata ed allo stesso tempo meravigliosa complessità, è un viaggio da osservare in silenzio con gli occhi curiosi e stupefatti di un bambino. Tutto questo ho tentato di sintetizzarlo nel testo di “Niente da dire”.

Come nasce una canzone di Lemuri Il Visionario?
Dall’osservazione. Per poter raccontare è sempre necessario prendersi del tempo per vivere. Quindi le mie canzoni nascono sempre da viaggi. Questi viaggi possono essere reali o anche immaginari perché come diceva Leopardi anche da una piccola finestra si può vedere il mondo intero. 

Presto uscirà “Viaggio al centro di un cuore blu”, il tuo nuovo disco. Ci puoi già dare qualche anticipazione?
Il disco sarà composto da 12 brani inediti più la cover “Ha tutte le carte in regola” di Piero Ciampi. Sono molto contento del risultato finale. Ho lavorato con musicisti molto talentuosi e abbiamo suonato dal vivo ogni nota limitando al minimo le programmazioni elettroniche. Insomma, trattandosi di un disco che aspira ad essere la metafora di un viaggio interiore, ci siamo impegnati tutti per rispettare questa sensazione e tentare di comunicarla a chi lo ascolterà.

Se nell’immediato futuro ti dessero un catalogo dal quale poter scegliere liberamente una location dove esibirti, dove andresti?
Sicuramente all’Arena di Verona. Ho sempre sognato di fare uno spettacolo lì.

Sei la voce maschile nel progetto Haiducii con la hit “Dragostea Din Tea”, che effetto fa aver venduto oltre un milione di copie?
Un effetto strano, soprattutto perché non avendo fatto parte del progetto dal punto di vista dell’immagine, durante il periodo in cui il brano spopolava nelle radio pochissimi erano a conoscenza del fatto che la voce maschile fosse la mia. Poi lentamente il segreto è stato svelato ed io sono molto felice di farne una versione acustica durante i miei concerti e constatare ogni volta che il pubblico si ricorda di questa canzone anche a distanza di 15 anni. Direi che ormai la si può tranquillamente definire un evergreen.

Che rapporto hai con Roma?
Avendo vissuto anche a Pordenone, Bologna, Londra, Milano e Budapest posso dire che a livello emozionale le città del nord hanno una vibrazione più vicina al mio sentire. Pensa che quando vivevo a Milano adoravo le giornate di nebbia. Mi sembravano una splendida tela su cui dipingere i miei pensieri. In questi ultimi anni però ho cominciato ad apprezzare Roma sempre di più. La sua decadente bellezza e soprattutto la sua esuberante umanità mi hanno definitivamente conquistato.

Un saluto ai nostri lettori.
Un abbraccio visionario a tutti coloro che avranno avuto la curiosità e soprattutto la pazienza di arrivare a leggere questa risposta. Spero di potervi incontrare tutti al più presto alla fine di un concerto dal vivo in una piazza o in uno dei tanti meravigliosi teatri romani.