Varato il nuovo regolamento rifiuti di Roma Capitale

L’Assemblea Capitolina ha approvato il nuovo Regolamento dei Rifiuti di Roma Capitale. Un documento moderno che innova la disciplina del settore dopo più di 15 anni. Il precedente testo, infatti che risale al 2005, è addirittura antecedente all’entrata in vigore del D.lgs. 152/2006 (Testo Unico dell’Ambiente). Il Regolamento recepisce le principali norme in materia di rifiuti, ivi compreso il D.lgs. 116 del settembre 2020, il cosiddetto “pacchetto economia circolare”.

Il dispositivo porta con se una sorta di dizionario ambientale e fa proprie le disposizioni in materia di tutela igienico-sanitaria, da adottare in tutte le fasi della gestione del ciclo dei rifiuti. Il testo contiene, al suo interno, le modalità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, le modalità di conferimento della raccolta differenziata, le forme di prevenzione della produzione dei rifiuti, le modalità di gestione dei Centri di Raccolta, le sanzioni amministrative da applicare in caso di mancato rispetto delle norme riportate nel Regolamento, il diritto dell’utenza all’informazione e alla partecipazione nella corretta gestione dei rifiuti e nel decoro della città.

“Con il nuovo Regolamento diciamo ‘stop’ al sistema delle ordinanze e innoviamo un testo, quello del 2005, assolutamente inadeguato alla Capitale d’Italia ed alla realtà storica che stiamo vivendo”, ha spiegato l’Assessora ai Rifiuti e al Risanamento Ambientale Katia Ziantoni.

“Tra le novità più interessanti, troviamo l’istituzione degli ispettori ambientali, le eco-feste, il divieto di utilizzo dei sacchi neri, la nuova gestione dei centri di raccolta, il riutilizzo dei beni all’interno delle isole ecologiche, la campagna plastic-free, un capitolo a parte sullo spreco alimentare e sull’abbandono dei dispositivi di sicurezza”, ha aggiunto Ziantoni.

Il regolamento è stato redatto anche grazie al contributo dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) che ha evidenziato l’opportunità di inserire una specifica tabella contenente l’indicazione della sanzione e della relativa violazione in materia ambientale, adeguata secondo le vigenti disposizioni normative.

Antonio Nesci

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