Roma affianca le altre candidate: Ryad (capitale dell’Arabia saudita) e Busan (città portuale della Corea del Sud). All’Expo di Roma 2030 si vuole arrivare grazie ad un lavoro che coinvolga tutte le istituzioni, centrali e locali, le imprese e il terzo settore. La società civile diventa protagonista di questo Expo e non solo destinataria di messaggi preconfezionati.
Il premier Mario Draghi ha inviato la lettera di candidatura al Segretario Generale del Bie, il greco Dimitri Kyryakides. Anche la Luiss è stata coinvolta nel processo e un team di docenti sta lavorando a uno studio di impatto economico dell’Expo sulla città e sul Paese. I numeri di questo studio dimostreranno che l’investimento finanziario e manageriale avrà un ritorno più che moltiplicato, sia diretto sia indiretto. Con un focus straordinario sulla città, più che a Milano, in quanto l’Expo romano si terrà dentro la città e non in un’area esterna o limitrofa.
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