Categories: Cultura e Società

Dal 16 al 21 novembre 2021 Il cuore a gas in scena al Teatro Trastevere

Dopo la pausa forzata a causa di ciò che ha forzato pause in tutto il mondo, torna Hangar Duchamp e lo fa ripresentando l’atto d’esordio della sua storia di compagnia, il primo capitolo della sua “trilogia dell’avanguardia”, proposto proprio al Teatro Trastevere nel gennaio del 2018. Rumore bianco teatrale, così è stato definito “Il Cuore A Gas”, capolavoro del teatro dada scritto da Tristan Tzara e rappresentato per la prima volta, in pieno contrasto con le convenzioni e gli accademismi del suo tempo, nel 1921 a Parigi. I personaggi, Occhio, Bocca, Orecchio, Naso, Sopracciglio e Collo vivono, dialogano ed interagiscono all’interno di un mondo irreale, fuori dal tempo e dallo spazio.

L’autore stesso descrive la sua opera come una commedia ed in effetti della commedia ha gran parte delle caratteristiche, da una discreta ed intelligente comicità all’immancabile lieto fine. L’unico problema, se di problema si può parlare, è che il testo in questione non ha una narrazione chiara, che la storia, di fondo, sembrerebbe non esistere e che i dialoghi sono apparentemente sconnessi e privi di qualunque logica. Si potrebbe, in effetti, parlare di non-sense, ma risulterebbe limitativo, visto che Tzara è riuscito a scrivere qualcosa che, più che non avere un senso, è in grado di accogliere qualunque senso: rumore bianco teatrale, appunto.

L’interpretazione di Hangar Duchamp prevede anzitutto l’aggiunta ai personaggi originari di Didascalia, una personificazione delle geniali note a margine dello stesso autore, ed ha a che fare con la ricerca della felicità in un mondo che non concede spazio alla libertà, inquadrando ogni esistenza in uno schema definito e convenzionale al quale aderire senza alcuna possibilità di scelta. I personaggi vengono interpretati come esseri privati (un po’ per destino e un po’ per decisione personale) della funzionalità legata al proprio nome, per autodifesa ma forse anche come una forma di timida autoaffermazione. Tutto sembra destinato alla noia, alla ripetitività senza senso, all’accettazione silenziosa della propria nullità, a meno che qualcuno non decida di ribellarsi, ad esempio innamorandosi, portando quindi una ventata di sana irrazionalità ed incoerenza all’interno di questo mondo così monotono e straniante. Ecco allora che un grido di libertà scardina i meccanismi esistenti e mostra ad ognuno quanto, molto spesso, la propria infelicità sia causata da costrizioni e limiti masochisticamente autoimposti.

Teatro Trastevere Il Posto delle Idee
via Jacopa de’ Settesoli 3, 00153 Roma
Da martedì a sabato ore 21, domenica ore 17:30
Biglietti: 13 euro
CONSIGLIATA PRENOTAZIONE
prevista tessera associativa
Contatti: 065814004
info@teatrotrastevere.it
www.teatrotrastevere.it

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Antonio Nesci

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