Messi in sicurezza 70 tratti e incroci a massimo rischio

Migliaia sono le intersezioni stradali in cui si sono verificati incidenti a Roma, dal semplice tamponamento all’incidente mortale, secondo i dati di incidentalità raccolti dal centro di monitoraggio di Roma Servizi per la Mobilità. In base ad alcuni parametri – costo sociale dell’incidente, numero di sinistri e flusso di traffico nella zona – sono stati progressivamente individuati 70 cosiddetti black points, ossia snodi di traffico molto pericolosi in cui è necessario e urgente intervenire: saranno completati tutti entro il 2023.

Per questo motivo la Giunta di Roma Capitale ha approvato una delibera per un primo stanziamento di quattro milioni, da investire per la messa in sicurezza dei tratti e delle intersezioni stradali a massimo rischio. Un accordo quadro che prevede interventi con soluzioni applicabili a seconda dei casi specifici. Tra le soluzioni: migliore definizione delle traiettorie; controllo e riduzione della velocità; riorganizzazione infrastrutturale leggera (riprofilatura dei cigli e dei cordoli, messa in sicurezza di spazi e percorsi pedonali); riconfigurazione infrastrutturale pesante dell’intersezione con la realizzazione di sottopassi, rotatorie e rampe; revisione delle discipline di circolazione e impiego di soluzioni tecnologiche (ad esempio, per il controllo del passaggio col rosso o il rispetto dei limiti di velocità).

È partito l’iter per la realizzazione dei primi due lotti per complessivi otto interventi su altrettante intersezioni stradali pericolose. Già individuati i progetti per i primi quattro: via Cristoforo Colombo-via del Canale della Lingua (riqualificazione e ampliamento area intersezione e adeguamento segnaletica); via Cardinal Pacca-via del Casale di San Pio V (riqualificazione e riorganizzazione aree pedonali, di sosta e carrabili e adeguamento segnaletico); via Nomentana-via del Casale di San Basilio (riorganizzazione dei flussi dell’incrocio e adeguamento segnaletico); via Nomentana-via Lazzaro Spallanzani (realizzazione isole salva-pedoni, chiusura varco via Nomentana-via Zara e riorganizzazione segnaletica). Gli altri 4 interventi su cui si stanno definendo le operazioni di messa in sicurezza sono: via Cristoforo Colombo-piazzale Venticinque Marzo 1957; via Cristoforo Colombo-via Pindaro-via Wolf Ferrari; via Cristoforo Colombo-via Federici-via Padre Semeria; via Cristoforo Colombo-piazzale dell’Agricoltura. Vedi le slide.

“Il costo sociale relativo all’incidentalità sulle nostre strade – spiega il sindaco Roberto Gualtieri – è un peso insostenibile in termini di morti e feriti. La sicurezza stradale per i pedoni, gli automobilisti, i motociclisti e i ciclisti è l’obiettivo primario degli interventi che abbiamo messo in cantiere. I metodi scientifici utilizzati per individuare le criticità presenti sul nostro territorio offrono, nell’ottica di interventi mirati e prioritari, la possibilità di valutare precisamente quale sia la modalità migliore d’intervento nelle singole situazioni. La sicurezza stradale, affiancata da un sistema di trasporto pubblico capillare ed efficiente, rende una città veramente sostenibile e migliora la qualità della vita delle persone”.

“Lavorare sul tema della sicurezza stradale – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè – è un dovere morale prima che istituzionale. Salvare anche una sola vita dalla strage alla quale siamo purtroppo costretti ad assistere quotidianamente sarebbe già un successo. Per questo motivo, la sicurezza stradale rappresenta uno dei punti più importanti del nostro programma sulla mobilità cittadina e abbiamo deciso di intervenire con urgenza sulla messa in sicurezza dei punti stradali più pericolosi. Gli interventi presentati oggi rappresentano soltanto un primo passo dell’enorme lavoro che siamo chiamati a portare avanti in tema di sicurezza stradale: per salvare vite e raggiungere l’obiettivo, che ad oggi potrebbe sembrare utopistico, della cosiddetta ‘Vision zero’, ossia zero morti e feriti sulle nostre strade a causa di incidenti”.

COS’È LA VISION ZERO

Vision Zero è un progetto di sicurezza stradale nato in Svezia nel 1997, avente lo scopo di eliminare i morti ed i feriti a causa di incidenti stradali. Il progetto si è diffuso poi in altri paesi europei come Regno Unito e Svizzera. L’azione si fonda sul fatto che la vita delle persone e la loro salute ha un valore che non si può ridurre ad un “costo” da mettere a confronto con altri costi, come quelli degli interventi per la messa in sicurezza delle strade.

I principi sono diversi: quello etico, che sancisce l’importanza assoluta della vita umana e della salute rispetto ad ogni altra cosa; quello di responsabilità, che sancisce la condivisione della stessa tra chi viaggia e chi gestisce strade e traffico e quello di sicurezza, che chiede di tenere in considerazione la possibilità di errore. Non si trascurano inoltre i limiti di velocità, che possono essere definiti a seconda della tipologia di strada. Non va dimenticato che in ambito urbano possono avvenire molti incidenti, e che a velocità superiori a 30 km/h l’impatto di un’auto con un pedone inizia a produrre conseguenze molto gravi. L’approccio Vision Zero è alla base del nuovo programma europeo di riduzione delle vittime da incidenti stradali. È inoltre uno dei principi ispiratori dello standard internazionale ISO 39001 “Road Traffic Safety Management Systems”, volto alla riduzione del numero di morti e feriti gravi sulle strade.