Perdita ossea dentale: cos’è e come risolvere il problema

In ambito odontoiatrico esistono diverse patologie che in molti tendono a trascurare nel corso della loro vita, iniziando a farci i conti solo in età avanzata. Uno dei fenomeni più comuni e antipatici in tal senso viene sicuramente individuato nella perdita ossea dentale, che interessa prevalentemente le arcate che rimangono sprovviste di denti. L’edentulia che favorisce il processo può essere anche solo parziale, in quanto in mancanza di un dente viene meno il sostegno, provocando perdita di osso e gengiva. Anche la parodontite può portare problemi, poiché la placca dentale agevola l’introduzione di batteri nell’apparato orale, dove si vengono a formare precisi spazi nei quali i batteri trovano terreno fertile per proliferare e procedere con la distruzione dell’osso. Le protesi fisse rappresentano indubbiamente la soluzione più immediata per prevenire scenari tanto negativi. L’osso ha la capacità di integrarsi con gli impianti riacquisendo stabilità.

La perdita ossea dentale, in ogni caso, non è definitiva e può essere combattuta anche attraverso un incremento del volume osseo, grazie ad un’apposita tecnica di rigenerazione che ricostruisce i tessuti mancanti utilizzando materiali biocompatibili. In alcuni casi è possibile prelevare l’osso autogeno dei pazienti da zone limitrofe della bocca. Col tempo, si può arrivare anche alla riformazione naturale di osso nel paziente. Non sono solo le malattie a generare la perdita ossea. Anche un’infiammazione gengivale o l’estrazione di un dente, ad esempio, possono portare alla riduzione dello spessore dell’osso, in quanto viene meno il regolare carico meccanico. La perdita dei denti comporta problemi nella masticazione e nelle funzioni fonetiche.

La cura e l’importanza degli impianti zigomatici

Negli ultimi anni è aumentato non poco il numero di pazienti che si affida agli impianti zigomatici, realizzati in titanio e inseriti nell’osso zigomatico del mascellare. La loro dimensione è piuttosto contenuta e arriva al massimo poco al di sopra dei 50 mm. Si tratta di una tecnica implanto-protesica utilizzata come alternativa alla ricostruzione ossea. La probabilità di successo è pressoché totale e l’intervento non costringe il paziente a particolari forme di stress, dato che può avvenire in una singola seduta. Con questo tipo di soluzione si favorisce anche il recupero di mascellari gravemente atrofici. Inoltre, è possibile saldare i nuovi denti anche a distanza di una manciata di ore dall’operazione.

Oggi l’edentulia risulta molto diffusa nei principali Paesi europei. In Italia solo un terzo dei soggetti over 40 conserva tutti i denti naturali e il dato diventa ancora più preoccupante negli over 65. La necessità di interventi odontoiatrici si fa più impellente, eppure in pochi cercano seriamente dei rimedi efficaci. Anche per questo motivo l’implantologia zigomatica abbraccia vari target di pazienti, in particolar modo quelli più in là con l’età, che desiderano risolvere il problema in maniera rapida e, possibilmente, non troppo costosa. In Italia la tecnica è già abbondantemente conosciuta, e anche la rete aiuta a saperne di più e finanche a scoprire quali sono i medici più vicini. Sul web sono disponibili molte informazioni e contatti di specialisti per ottenere l’installazione di un impianto zigomatico a Roma e dintorni ma si può dire lo stesso anche di altre città e aree del Paese. L’intervento è tuttavia molto impegnativo – va precisato – per coloro che soffrono di bruxismo o presentano malattie sistemiche e neoplastiche non compensate. Inoltre, non bisogna sottovalutare il livello di densità ossea: se quest’ultima dovesse essere troppo ridotta, infatti, non ci sarebbero i presupposti per godere di buona stabilità dell’impianto dopo l’operazione.