Sviet Margot reinterpretano il classico “Dancing Queen” degli ABBA con il loro stile unico, mantenendo la leggerezza del brano ma arricchendolo con sonorità elettroniche e ritmi coinvolgenti. La band romana, influenzata dalla scena musicale locale, racconta della sfida di non stravolgere l’anima della canzone, pur adattandola al loro sound attuale. “Abbiamo modificato la base musicale, ma la melodia è rimasta inalterata”, spiegano. La produzione elettronica, nuova per loro, ha giocato un ruolo fondamentale nel creare questa rilettura. La band spera che il pubblico accolga positivamente questa rivisitazione, un omaggio agli ABBA che li ha ispirati fin dall’inizio.
Cosa vi ha spinto a scegliere proprio “Dancing Queen” per questa vostra rilettura?
È una bellissima canzone degli ABBA, che abbiamo sempre ammirato, è allegra, spensierata, ci mette di buon umore! Serve sempre quel qualcosa che mette di buon umore e dà la carica, speriamo che con la nostra reinterpretazione abbiamo reso l’effetto anche per gli ascoltatori.
Qual è stata la sfida più grande nel reinterpretare un brano così famoso senza tradirne l’anima?
Interpretare a modo nostro il brano è stato molto naturale, siamo stati attenti a non stravolgere la leggerezza che esso comunica, pur modificando sonorità rif portanti e strumenti musicali.
Quali elementi avete voluto mantenere dell’originale e quali invece avete stravolto completamente?
Abbiamo modificato in modo essenziale la base musicale, le sonorità, gli strumenti portanti, gli arrangiamenti per adattarli al nostro stile attuale, mentre la melodia e la leggerezza della voce li abbiamo voluti lasciare abbastanza inalterati.
Che ruolo ha avuto la produzione elettronica nella costruzione del vostro nuovo sound?
Abbiamo modificato il modo in cui componiamo, partendo dalla sessione ritmica e dallo studio dei suoni di loop, synth etc. per poi costruirci sopra il resto. Questo approccio è stato molto differente rispetto al nostro abituale modo di comporre, che nel corso dei vari dischi ha sempre visto la nostra creatività svilupparsi in sala prove con voce e basso, per poi costruire arrangiamenti e suoni attorno ad essi.
Che tipo di reazione vi aspettate dal pubblico affezionato agli ABBA?
Speriamo sia positiva, è evidente che con questa rielaborazione del brano abbiamo voluto omaggiare questi artisti!
Roma è la vostra casa. Quanto vi ha influenzato, nel tempo, nella scrittura, nel suono, nell’attitudine? E quanto è difficile far emergere una proposta come la vostra in una città così vasta e dispersiva?
Diremmo che oltre che dispersiva Roma, purtroppo non premia chi vuole fare musica originale, molti dei grossi locali di musica live prediligono le tribute band, ma ce ne sono ancora di buoni locali dove si lascia spazio all’originalità, uno di questi che ci piace molto è il LET IT BEEER.
Comunque, sono anni che facciamo musica e ci dedichiamo molto a valorizzarla anche con i video, ne abbiamo molti sul nostro canale YouTube, andateli a scoprire!!
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