Categories: Economia e Finanza

Capitale, scienza e mercato: le sfide e il potenziale del deep tech italiano

Il deep tech rappresenta una frontiera dell’innovazione radicale, distinguendosi nettamente dalle startup digitali tradizionali. A differenza di queste ultime, che spesso si basano su modelli di business innovativi applicati a tecnologie esistenti, le imprese deep tech nascono da scoperte scientifiche o innovazioni ingegneristiche tangibili e rivoluzionarie, con il potenziale di trasformare interi settori.

Nonostante l’interesse crescente da parte degli investitori, queste realtà affrontano sfide significative nel reperimento di capitali. Il loro lungo ciclo di sviluppo e l’alto rischio iniziale rendono i finanziamenti difficili da ottenere. Per l’Italia, con la sua forte vocazione manifatturiera avanzata, il deep tech rappresenta un’opportunità strategica in settori come l’intelligenza artificiale, la robotica e le biotecnologie.

Le caratteristiche distintive delle aziende deep tech

Le aziende deep tech operano secondo un approccio Discovery, Breakthrough, Time to scale, Leadership (DBTL), che evidenzia la loro natura peculiare. Il percorso inizia da una scoperta scientifica fondamentale e richiede un lungo ciclo di sviluppo prima di raggiungere la commercializzazione su larga scala, un processo che può durare anni e assorbire ingenti risorse finanziarie.

L’obiettivo primario di queste imprese è spingere i confini della scienza e della tecnologia. I settori di punta includono il Future Computing, la Space Economy, il Future Farming, l’intelligenza artificiale e l’iperautomazione. La loro missione non è solo creare un prodotto, ma generare un impatto profondo e duraturo sulla società e sull’industria.

Come gli enti pubblici supportano l’innovazione

Per superare le barriere finanziarie e creare ecosistemi favorevoli, sono fondamentali programmi di sostegno strutturati. A livello europeo, il programma Horizon Europe mette a disposizione un budget di 95,6 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione. Queste iniziative mirano a colmare il divario tra la ricerca di base e l’applicazione industriale, favorendo la competitività.

A livello locale, un esempio virtuoso è rappresentato dal bando STEP della Regione Lazio. Con una dotazione finanziaria di 70 milioni di euro, il bando mira a sostenere lo sviluppo e la produzione di tecnologie critiche, inclusa la digitalizzazione e il deep tech, rivolgendosi specificamente alle imprese con sede operativa nel Lazio.

Il programma prevede la concessione di un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 10 milioni di euro per singolo progetto. La procedura a sportello, con termini di presentazione fissati tra il 17 luglio 2025 e il 5 marzo 2026, rende questi bandi regionali uno strumento agile per accedere a risorse cruciali. Questo tipo di intervento è essenziale per accelerare la crescita delle imprese innovative sul territorio.

Impatto economico e sfide future del deep tech

L’impatto del deep tech sull’economia va oltre la singola innovazione, creando filiere produttive ad alto valore aggiunto e stimolando l’occupazione qualificata. Per l’Italia, integrare queste tecnologie nel tessuto industriale, specialmente nei settori della robotica, dei nuovi materiali e delle biotecnologie, rappresenta un’occasione unica per rafforzare la propria competitività a livello globale.

Tuttavia, le sfide per la piena affermazione del deep tech restano significative. La creazione di ecosistemi di innovazione integrati, la disponibilità di personale altamente qualificato e la capacità di attrarre investimenti consistenti nella fase di scale-up sono i principali ostacoli da superare. È necessario un impegno congiunto tra pubblico e privato per costruire un ambiente favorevole.

In sintesi, il deep tech non è solo una tendenza, ma un pilastro per la competitività e la sostenibilità future. Sostenere queste imprese attraverso strumenti mirati, come dimostra l’iniziativa della Regione Lazio, è una scelta strategica e lungimirante. Affrontare le sfide legate ai finanziamenti e alle competenze sarà determinante per trasformare il potenziale scientifico italiano in leadership industriale globale.

Redazione Conosci Roma

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