26 Gennaio 2026
Auto, Moto, Trasporti

Tassa d’imbarco dei crocieristi, Genova e Civitavecchia verso una norma nazionale: al via una piattaforma comune con ANCI

Prosegue il dialogo istituzionale tra il Comune di Genova e il Comune di Civitavecchia sul tema della tassa d’imbarco dei crocieristi. Dopo un primo confronto avvenuto prima della fine dell’anno, il 13 gennaio il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile, con delega al rapporto Città-Porto e al Bilancio, e il sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene si sono nuovamente confrontati, rafforzando un percorso condiviso e avviando una fase operativa destinata a svilupparsi nelle prossime settimane.

Al centro dell’iniziativa vi è la necessità di superare l’attuale applicazione disomogenea della tassa d’imbarco sul territorio nazionale. Oggi lo strumento è previsto solo in alcuni contesti e regolato da norme non unificate, generando evidenti disparità tra i Comuni portuali. Una situazione che penalizza in modo particolare città come Genova e Civitavecchia, che ogni anno gestiscono volumi molto elevati di passeggeri crocieristici, con impatti rilevanti sulla mobilità urbana, sui servizi pubblici, sulla gestione dei flussi e sull’ambiente, senza un adeguato riconoscimento economico a favore delle comunità locali.

Nel corso del confronto, le due amministrazioni hanno concordato di lavorare a una piattaforma comune, partendo dai dati e dalle motivazioni contenute nella delibera di bilancio con cui il Comune di Genova ha introdotto la tassa d’imbarco per i passeggeri. Un atto che evidenzia una criticità condivisa da molte città portuali: migliaia di persone attraversano quotidianamente i centri urbani utilizzando infrastrutture e servizi – trasporti, viabilità, sicurezza, decoro e pulizia – senza che ciò produca ricadute economiche proporzionate sul territorio.

La scelta compiuta da Genova viene considerata un passo significativo, ma ora l’obiettivo è portare la questione su scala nazionale. Genova e Civitavecchia intendono infatti promuovere un’iniziativa congiunta insieme ad ANCI, coinvolgendo tutte le città portuali interessate, per arrivare a una disciplina nazionale chiara, equa e uniforme sulla tassa d’imbarco.

Genova, primo porto d’Italia, e Civitavecchia, porto core e primo porto crocieristico del Mediterraneo, puntano a costruire un fronte comune capace di elaborare proposte legislative che riconoscano ai Comuni i costi sostenuti per la gestione dei flussi crocieristici. A breve è prevista una call tra le due amministrazioni e ANCI per avviare formalmente l’interlocuzione e definire i primi passaggi operativi.

L’obiettivo condiviso è introdurre una normativa nazionale in grado di superare l’attuale frammentazione, riconoscere il ruolo strategico delle città portuali e consentire di reinvestire le risorse in tutela ambientale, qualità urbana, servizi pubblici e gestione sostenibile del turismo. Una misura che, oltre a garantire maggiore equità tra territori, potrebbe rappresentare uno strumento concreto per accompagnare lo sviluppo del turismo crocieristico in modo più ordinato e sostenibile, a beneficio delle comunità locali e dell’intero sistema Paese.