Il Comitato Nobel per la Norvegia ha motivato la scelta riconoscendo i suoi decennali sforzi “per la promozione della pace, della giustizia e del diritto internazionale, e per l’incrollabile difesa della dignità umana e contro ogni forma di discriminazione”.
Nata a Durban nel 1941 da una famiglia di origine indiana, Navi Pillay ha vissuto sulla propria pelle la segregazione e l’ingiustizia dell’Apartheid, diventando la prima donna non bianca ad aprire uno studio legale nella provincia del Natal e a difendere gli attivisti anti-apartheid, compresi i prigionieri di Robben Island.
La sua carriera è costellata di tappe storiche che hanno ridefinito la giurisprudenza internazionale:
In un momento storico segnato da forti tensioni geopolitiche e dalla crisi delle istituzioni multilaterali, l’assegnazione del Nobel a Navi Pillay invia un messaggio chiaro e potente: non può esserci pace durevole senza giustizia e rispetto delle regole internazionali.
Pillay ha dedicato oltre cinquant’anni a dimostrare che la legge e i diritti fondamentali non sono meri principi teorici, ma strumenti concreti per proteggere i più vulnerabili e chiamare i potenti a rispondere delle proprie azioni.
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