È arrivato il momento di spostare le lancette. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare: alle 3 di domenica mattina gli orologi dovranno essere riportati indietro di 60 minuti, fino alle 2. Un passaggio che regalerà un’ora di sonno in più, ma che porterà anche giornate più corte e il buio in arrivo prima nel pomeriggio.
Il cambio è automatico sulla maggior parte di smartphone, tablet, computer e smartwatch connessi alla rete. Occorrerà invece intervenire manualmente sugli orologi tradizionali e su molti dispositivi domestici, compresi alcuni display di automobili, forni e microonde.
L’ora solare resterà in vigore per tutto l’autunno e l’inverno. Il ritorno all’ora legale è previsto nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027, quando le lancette saranno spostate avanti di un’ora.
La modifica non riguarda soltanto gli orologi, ma anche i ritmi biologici. Il nostro organismo deve adattarsi ai nuovi orari di luce e buio, con possibili effetti temporanei sulla qualità del sonno, sulla concentrazione e sull’umore.
Come spiegato dal professor Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di Medicina del Sonno dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, il passaggio può provocare una sorta di «mini jet lag», con irritabilità, stanchezza e sonnolenza durante il giorno.
Nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi transitori. L’adattamento può richiedere alcuni giorni, mentre mantenere orari regolari per andare a dormire e svegliarsi può aiutare ad affrontare meglio il cambiamento.
L’alternanza tra ora legale e ora solare continua a essere al centro del dibattito europeo. Nel 2018 la Commissione europea presentò una proposta per superare il doppio cambio annuale, sostenuta nel 2019 dal Parlamento europeo.
Il percorso legislativo, tuttavia, è rimasto bloccato in attesa di un accordo tra gli Stati membri. Il nodo principale riguarda la scelta da adottare in modo coordinato: mantenere permanentemente l’ora legale oppure quella solare.
Decisioni nazionali non coordinate potrebbero infatti creare differenze di orario tra Paesi confinanti, con conseguenze sui trasporti, sul commercio e sui servizi transfrontalieri.
Il ritorno all’ora solare riaccende anche la discussione sui consumi energetici. Con il tramonto anticipato aumenta infatti la necessità di ricorrere all’illuminazione artificiale nelle ore serali.
Secondo i dati attribuiti a Terna, nei sette mesi di ora legale il risparmio energetico in Italia è stato stimato in circa 310 milioni di kWh, un quantitativo equivalente al consumo medio annuo di oltre 110.000 famiglie.
Le stime riportate nel dibattito sul tema indicano inoltre che il mantenimento dell’ora solare per tutto l’anno potrebbe comportare maggiori costi energetici e un incremento delle emissioni. L’entità dell’impatto dipende, tuttavia, dalle abitudini di consumo e dalle condizioni di utilizzo dell’energia.
Negli ultimi anni, inoltre, la diffusione delle lampadine LED e il cambiamento dei consumi domestici hanno contribuito a ridurre il peso dell’illuminazione artificiale sui bilanci energetici.
Per ora, dunque, il rituale autunnale si ripete: un’ora di sonno in più nella notte tra sabato e domenica, mattine con più luce e pomeriggi in cui il buio arriverà prima.
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