27 Ottobre 2026
Cultura e Società

La matematica della trascendenza: la fisica e la neuroscienza dentro A Love Supreme di John Coltrane

Ci sono dischi che ascolti, ed dischi che ti cambiano la frequenza cardiaca.

Se The Köln Concert di Keith Jarrett ci ha raccontato la neurobiologia della determinazione e Kind of Blue di Miles Davis ci ha mostrato la fisica del tempo sospeso, A Love Supreme di John Coltrane ci porta oltre. Ci porta dove la fisica delle onde incontra la matematica della trascendenza, dove la neurobiologia della trance si fonde con la pura spiritualità dell’uomo.

È il dicembre del 1964. Nel piccolo studio di Rudy Van Gelder a Englewood Cliffs, New Jersey, John Coltrane entra con quattro fogli di appunti e ne esce quattro ore dopo con un capolavoro diviso in quattro parti: Acknowledgement, Resolution, Pursuance, Psalm. Un’opera monumentale nata dopo mesi di isolamento nella soffitta della sua casa a Long Island, trascorsi a digiunare, pregare e cercare una risposta sonora alla propria rinascita personale.

Ma come fa un disco di quattro tracce a parlare direttamente all’anima di chi lo ascolta, a prescindere da quale sia il suo credo? La risposta sta in una straordinaria convergenza tra geometria delle frequenze, prosodia del linguaggio e neurobiologia dello stato di flusso.

Il motivo a quattro note: la simmetria del frattale sonoro

Tutto comincia con un’idea di una semplicità disarmante. In Acknowledgement, il contrabbassista Jimmy Garrison scandisce un ostinato di quattro sole note: Fa – Lab – Fa – Sib. È il modulo sonoro che traduce ritmicamente le quattro sillabe del titolo: A-Love-Su-preme.

Ma ciò che fa Coltrane subito dopo è pura matematica applicata alla fisica acustica.

Prende quell’idea primordiale di quattro note e comincia a trasporla ostinatamente attraverso tutte le 12 tonalità dello spazio armonico. Non è un semplice esercizio di virtuosismo: è il principio scientifico dell’invarianza per traslazione e di scala. Come in uno strabiliante frattale geometrico, dove una singola struttura minima si replica su scale diverse mantenendo identica la propria forma, Coltrane prende un piccolo “atomo” di suono e lo fa ruotare attorno all’asse di tutte le frequenze musicali possibili.

Attraverso questo meccanismo di simmetria ciclica, il nostro cervello percepisce un senso di stabilità assoluta dentro l’esplorazione: una struttura matematica rigida che genera un’impressione di infinito.

Psalm: quando la materia d’ottone impara a parlare

C’è un dettaglio acustico ed emerso dagli studi psicoacustici che rende il quarto movimento, Psalm, una delle pagine più commoventi della storia della musica.

Se provate ad riascoltare Psalm tenendo davanti a voi il testo della poesia che Coltrane ha stampato all’interno delle note di copertina del vinile, vi accorgerete di qualcosa di sconvolgente: Coltrane non sta improvvisando. Sta recitando la poesia nota per nota, sillaba per sillaba, attraverso il suo sassofono tenore.

Ogni fraseggio musicale corrisponde esattamente al ritmo, all’accento e all’inflessione delle parole scritte (“Thank you God… God is all…“).

Dal punto di vista della psicoacustica del linguaggio, il nostro cervello è dotato di un circuito altamente specializzato per decodificare la prosodia, ovvero la componente ritmica ed emotiva del parlato umano. Quando Coltrane soffia nel sax senza pronunciare una singola parola, l’apparato uditivo dell’ascoltatore riconosce la dinamica della voce umana nel tubo d’ottone. È il fenomeno della modulazione prosodica: la materia inerte dello strumento diventa estensione diretta del tratto vocale e della respirazione, innescando nei nostri neuroni specchio un’empatia profonda e immediata.

La fisica dello “Flow” e la neurobiologia della trance

Cosa accadeva dentro il cervello di Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison ed Elvin Jones in quel pomeriggio di dicembre del 1964?

Oggi le neuroscienze moderne, studiando i musicisti durante l’improvvisazione in risonanza magnetica funzionale (fMRI), ci offrono una risposta chiara: stavano vivendo uno stato di Trance Creativa o Flow biologico.

In questi momenti di picco espressivo, si verifica un fenomeno neurobiologico straordinario chiamato deattivazione prefrontale transitoria. La corteccia prefrontale dorsolaterale, la sede del nostro “giudice interno”, del controllo cosciente, dell’autocritica e del dubbio, abbassa drasticamente la propria attività elettrica. Contemporaneamente, si attivano i circuiti limbici dell’emozione e la rete neurale predefinita (Default Mode Network).

Il risultato è la scomparsa del senso del tempo e del sé. Coltrane non “pensa” a cosa suonare: l’esecutore e l’esecuzione diventano la stessa cosa. Il suono sgorga come una reazione a catena biologica priva di attrito, trasformando lo strumento in un conduttore perfetto di energia.

Il suono come risonanza universale

A Love Supreme è un promemoria di ciò che la musica può essere quando incontra la consapevolezza: non semplice intrattenimento, ma architettura vibrazionale capace di riordinare il rumore di fondo delle nostre giornate.

Quando le onde sonore scaturite da quel quartetto colpiscono il nostro apparato uditivo, non stiamo solo ascoltando del jazz. Stiamo assistendo all’incontro perfetto tra la rigorosità della geometria armonica e la fragilità dell’esperienza umana.

È la fisica che si fa preghiera, la matematica che si fa emozione. E alla fine, quando l’ultima nota di contrabbasso sfuma nel silenzio, resta solo la sensazione chiara di aver toccato, anche solo per un istante, qualcosa di immensamente più grande di noi.

Io sono Leonardo Durante e questa è SCIENZA