La difesa della Roma di Fonseca è inguardabile

La Roma di Fonseca non riesce a gestire per ben tre volte il vantaggio contro il Genoa e rovina l’esordio in campionato con un 3-3 pesante. Giallorossi troppo allegri in difesa. Il portoghese domenica prossima affronterà il derby con la Lazio e in queste condizioni sarà dura.

Mister Fonseca è andato sul sicuro sulla sinistra con la coppia Kolarov-Kluivert. Pau Lopez l’unico volto nuovo titolare rispetto alla passata stagione. Molte più novità, sul fronte opposto, ha presentato Andreazzoli che ha subito lanciato i neo-acquisti Zapata, Schone, Barreca e Pinamonti e ha dato fiducia a destra a Ghiglione, preferendolo a Romulo. Infine ha confermato Lerager nel ruolo di trequartista.

La Roma è partita forte ed è passata al 6′. Dzeko ha lanciato Under, bravo a saltare con un doppio dribbling a rientrare Criscito e Zapata e poi a battere Radu con un gran sinistro a mezza altezza. Il Genoa ha pareggiato al 16′. La Roma si è fatta trovare scoperta in mezzo su una torre di Romero su lancio di Criscito e ha consentito a Pinamonti di superare Pau Lopez con un bel sinistro di controbalzo in mezza girata.

La squadra di casa al 31′ è tornata avanti grazie ad una prodezza di Dzeko. Il bosniaco, servito in area da Criscito, ha saltato con un dribbling a rientrare prima Zapata e poi Romero e ha battuto Radu con un preciso destro rasoterra. I giallorossi hanno ancora fallito l’allungo con Zaniolo e Florenzi e al 43′ si sono visti di nuovo riprendere dal Genoa che ha trasformato con Criscito un rigore concesso da Calvarese per un ingenuo fallo in scivolata di Jesus su Pinamonti.

Nel secondo tempo la Roma è ripartita a testa bassa. Dopo appena 4′ è tornata avanti con una magistrale punizione di Kolarov. Un tiro a giro da 25 mt che ha sbattuto sotto la traversa e poi ha toccato terra appena dopo la linea prima di rientrare in campo. Calvarese che ha concesso la rete grazie alla goal-line technology. Ma al 70′ è arrivato il terzo pareggio del Genoa, bravo a sfruttare una disattenzione di Florenzi che si è dimenticato Kouamé su un cross tagliente di Ghiglione e gli ha consentito di insaccare in tuffo di testa da due passi.