Casa di Giulietta: il simbolo dell’amore tragico

La Casa di Giulietta di Verona è uno dei luoghi di interesse più famosi della città. Si tratta di una sorta di meta di pellegrinaggio per tutti gli innamorati che si trovano a visitare la cosiddetta Città dell’Amore e che vogliono provare l’emozione di affacciarsi al balcone di Giulietta. Si tratta solo di una bella storia? Oppure c’è qualcosa di vero nella Casa dei Capuleti?

Andiamo a scoprire questo romantico mistero magari durante un bike tour a Verona.

Casa di Giulietta: storia e architettura

Quella che oggi è conosciuta universalmente con il nome di Casa di Giulietta Capuleti, è appartenuta per lunghi secoli alla famiglia Del Cappello, alla quale è stata associata la famiglia immaginaria dei Capuleti. La casa, inoltre, si trova al civico 23 di Via Cappello: elemento che conferma ulteriormente il prestigio di cui godeva la famiglia nell’ambito cittadino.

La casa è un edificio medievale di impianto duecentesco dalla facciata in mattoni sulla quale si aprono eleganti finestre monofore trilobate. La casa molto probabilmente fu edificata su una precedente insula romana, i cui spazi vennero poi ridivisi in maniera da creare il piccolo ma luminosissimo cortile in cui oggi campeggia la statua in bronzo di Giulietta e su cui si affaccia il famosissimo balcone da cui la sfortunata giovinetta veronese si sarebbe affacciata.

Nel corso dei secoli la dimora storica dei Del Cappello ha attraversato momenti sfortunati: per circa 200 anni (dal 1600 al 1800) divenne un albergo e ospitò tra gli altri il romanziere Charles Dickens, il quale in una nota personale si lamentò delle sue cattive condizioni.

Nel 1905 il Comune di Verona decise di acquistare lo stabile dai suoi proprietari: secondo una leggenda urbana il prezzo venne fissato a 7500 Lire, non troppo alto considerando che la casa era ormai ridotta in pessime condizioni e necessitava di importanti interventi di restauro.

Questi ultimi vennero eseguiti nel 1935 da Antonio Avena, un urbanista che fu per quarant’anni direttore dei Musei e delle Gallerie Comunali di Verona. L’Avena decise di lasciare invariata la struttura della casa, ma di ricreare al suo interno la suggestione “scenografica” del medioevo per come l’immaginario collettivo si rivolgeva a quell’epoca storica.

Per farlo, Avena decise di impiegare molte ceramiche medievali, di richiedere la realizzazione di affreschi ispirati a quelli antichi per tecniche e per tematiche e infine di creare un soffitto a cassettoni di legno, dipinto d’azzurro con stelle dorate, per la sala principale della dimora.

Il balcone di Giulietta ha una storia particolare, dal momento che non apparteneva alla casa dei Del Cappello. All’inizio del Novecento, infatti, il comune di Verona stabilì l’abbattimento di alcune antiche case medievali per costruire dei nuovi argini che mettessero la città al sicuro dalle piene dell’Adige. Da una di queste case ormai non più esistenti venne “salvato” il balconcino in pietra che venne poi montato sulla facciata interna della cosiddetta “Casa di Giulietta” per far correre la fantasia dei visitatori.

Casa di Giulietta: l’amore tragico secondo Shakespeare

Nella Casa di Giulietta Capuleti si svolge una delle scene più famose e più romantiche della tragedia shakespeariana dedicata agli sfortunati amanti veronesi. In quella scena Giulietta si affaccia al balconcino per guardare il cielo notturno dopo aver incontrato Romeo per la prima volta, e afferma di essere disposta a rinunciare al suo nome pur di poter sposare un Montecchi.

Ascoltando le sue parole Romeo, che si nascondeva nel cortile, dà la scalata alla casa con l’ausilio provvidenziale di una pianta rampicante e dà a Giulietta il primo bacio.

Come tutti sappiamo, quel bacio avrebbe dato il via a una serie di tragici eventi e di malintesi che avrebbero infine portato alla morte dei due giovani, i quali spirarono l’uno tra le braccia dell’altra.