Categories: Scienza e Tecnologia

Il Mega Data Center Aruba al Tecnpolo Tiburtino vedrà luce entro due anni

Partono i lavori del Mega Data Center Aruba, al Tecnpolo Tiburtino. Il cantiere durerà all’incirca due anni. La nuova struttura occuperà 200 persone, in un ambiente moderno di 52 mila metri quadrati. Il gruppo di servizi informatici italiano ha appena ricevuto il permesso a costruire.

L’annuncio di Aruba a Roma, nell’estate del 2018 era stato dato dalla sindaca Virginia Raggi, e dall’Ad di Aruba, Stefano Cecconi. Il centro avrebbe dovuto essere inaugurato nella primavera 2020 ma ritardi, anche burocratici, ne hanno rallentato la partenza.

Il terreno acquistato da Aruba, dove sarà realizzato il nuovo data center campus, è nell’area del Tecnopolo Tiburtino, nato per volontà della Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con la Regione Lazio e il Comune di Roma, per ospitare realtà imprenditoriali tecnologicamente innovative. Si tratta della “Tiburtina Valley”, dove già sono collocate imprese e multinazionali ad alto valore tecnologico: da Leonardo, Alenia-Thales, alla Selex, fino agli impianti di Vitrociset e quelli di Elt-Gruppo Elettronica. A pochi metri, inoltre, sono presenti anche gli studi televisivi della Titanus, usati da Mediaset, e altre industrie di vario tipo come Gentilini o Pallini.

Per l’Hyper Cloud Data Center di Roma sono previsti all’incirca 300 milioni di euro in 5 anni. Si tratta del quarto data center italiano di Aruba, che va ad aggiungersi ai due di Arezzo e a Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro in provincia di Bergamo. L’area interessata sarà di 74 mila metri quadrati, con 52 mila metri quadrati di superficie destinata a data center, di cui oltre 30 mila alle sale dati. Alimentato al 100% da fonti rinnovabili, non solo l’Hyper Cloud Data Center di Aruba sarà totalmente ecologico grazie all’uso di energia rinnovabile certificata a livello europeo tramite Garanzia di Origine.

“Il Data center romano, insieme alle altre strutture del network di Aruba, permetterà la progettazione e l’attivazione di soluzioni uniche, ad altissima efficienza e prestazioni. Per esempio, in ambito di Disaster Recovery e Business Continuity, il cliente avrà l’opportunità di decidere dove mettere la propria infrastruttura primaria o secondaria, o anche entrambe, vista la posizione geografica e l’interconessione delle strutture, scegliendo poi tra soluzioni di colocation, cloud o ibride” hanno detto dalla società.

Antonio Nesci

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