23 Febbraio 2024
Cultura e Società

La Capitale guadagna un 6 nell’indagine sulla qualità della vita e dei servizi pubblici locali

Finalmente Roma guadagna un 6 nell’indagine sulla qualità della vita e dei servizi pubblici locali nella Capitale presentata da ACoS. L’edizione 2020 è stata condotta in due fasi: una prima a maggio e una seconda in autunno. La finalità: verificare l’impatto sulla popolazione della situazione eccezionale che ha accompagnato fin dai primi mesi dell’anno il diffondersi dell’emergenza sanitaria. Pur soffrendo i divieti e le limitazioni in vigore nel primo lockdown, i cittadini hanno apprezzato una ritrovata vivibilità degli spazi urbani, sottratti al costante sovraccarico di traffico e inquinamento.

“Un risultato non scontato, che si traduce in un appello allarmante a migliorare la qualità dei servizi, e dà la misura di una popolazione talmente esasperata dalla gestione dell’ordinario da giudicare migliore la propria condizione in emergenza, nonostante le limitazioni alla libertà personale” osservano i ricercatori. “L’Agenzia è sempre più vicina ai cittadini/utenti, ottimizzando e ampliando i canali di comunicazione e svolgendo sempre più in profondità l’analisi degli elementi acquisiti per risalire alle cause delle criticità. Roma rimane la sola Capitale a fruire di un tale strumento di studio, in grado di supportare l’amministrazione nell’adozione delle celte nell’erogazione dei servizi pubblici locali” sottolinea il presidente Carlo Sgandurra commentando il report.

Il voto più alto sulla qualità di vita in città è stato espresso dai residenti del primo municipio nella prima fase d’indagine (6,3); il più basso è il 5,8 nei municipi V e X, rispettivamente nella prima e seconda fase. La rilevazione di primavera segna un netto contrasto tra il centro e le periferie, mentre in autunno anche le zone più esterne al Gra hanno recuperato fino alla piena sufficienza. Rispetto agli anni passati, il giudizio sulla qualità della vita nella propria area di residenza è risultato meno favorevole rispetto a quello della vita a Roma in generale: effetto negativo probabilmente dovuto alle difficoltà vissute durante l’isolamento e ai limiti imposti agli spostamenti.

Agli intervistati è stato chiesto, in entrambe le fasi di indagine, di attribuire un voto anche a 18 servizi pubblici locali. I risultati confermano sia l’alto gradimento per alcuni settori, in particolare idrico e culturale, sia le abituali insufficienze, anche se meno spiccate che in passato: i trasporti sono stati valutati più favorevolmente del solito a maggio, con un 5,2 al trasporto di superficie e il 5,8 alle metropolitane, vicino alla sufficienza per la prima volta dal 2016 (ma tornano a peggiorare a ottobre con il progressivo ritorno alla normalità). Il fanalino di coda restano la pulizia delle strade e la raccolta dei rifiuti, che, nonostante il miglioramento di quasi due voti rispetto al 2019, si fermano al 4,5 nella prima fase, per stabilizzarsi sul 4,6 nella seconda.