Uno screening per diagnosticare in modo precoce il tumore dei polmoni

La tomografia computerizzata è sempre di più uno strumento di screening per diagnosticare in modo precoce il tumore dei polmoni nelle persone a rischio, come i fumatori assidui. Nel futuro, grazie all’impiego di algoritmi mirati, potrebbe diventare anche uno strumento per valutare se esistono placche “pericolose”, a rischio di rottura e conseguente blocco della circolazione del sangue, all’interno delle arterie coronariche che portano ossigeno al cuore. Questo grazie ad un sistema di intelligenza artificiale, capace di “apprendere” grazie alle informazioni che vengono fornite e a modificare in modo costante il proprio algoritmo di valutazione. A farlo pensare è una ricerca apparsa su Radiology: Cardiothoracic Imaging, coordinata da Bob D. de Vos, dell’Università di Amsterdam.

A guidare le rilevazioni sui casi ottenuti con la TC è la presenza di depositi di calcio all’interno dei vasi, che si correla con un maggior rischio che si forme placche aterosclerotiche e che queste possano, in alcuni casi, rompersi dando luogo ad un infarto. A fronte di questa conoscenza la ricerca ha messo a punto, grazie a strategia di intelligenza artificiale un metodo in grado di prevedere il rischio di morte per patologie cardiovascolari a 5 anni, partendo proprio dalle immagini. Valutando le informazioni relative a poco meno di 4500 persone sottoposte a TC a basso dosaggio per screening polmonare, si sono messi a punto percorsi che consentono di valutare sei diversi tipi di depositi di calcio. Poi questa scala di valutazione è stata impiegata su oltre mille persone, incrociando attraverso l’intelligenza artificiale quantità e posizione delle calcificazioni, nelle coronarie e nell’aorta. Unendo queste informazioni a quelle delle classiche scale di misurazione del rischio, si è quindi ottenuto un importante risultato in termini di definizione del rischio futuro.

In base agli autori dello studio va considerato che l’eventuale uso dell’algoritmo “intelligente” non crea sovraccarichi di lavoro né perdite di tempo. Il metodo sfrutta soltanto le informazioni sull’immagine, è automatico ed è veloce tanto da avere risultati sul “punteggio” del calcio in mezzo secondo. Pertanto può essere applicato in chiave di screening. A prescindere dall’indagine, non c’è dubbio che il “Calcium Score”, la definizione radiologica del calcio depositato sulle arterie, sarà sempre più importante nel definire i rischi cardiovascolari. Anche per chi ha superato Covid-19.

“La TC a bassa dose eseguita come screening per il tumore polmonare non vede direttamente il lume delle arterie, e quindi eventuali placche e stenosi emodinamicamente significative, perché è eseguita senza mezzo di contrasto; quello che invece riconosce benissimo sono le calcificazioni delle pareti delle coronarie, costantemente associate alla presenza di placche aterosclerotiche” spiega Paolo Fonio, Docente di Radiologia dell’Università di Torino e Direttore della Radiologia Universitaria presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino. “Penso che l’algoritmo sia in grado di legare la presenza delle calcificazioni arteriose, che appunto sono indicative di presenza di placche aterosclerotiche, con il rischio di sindrome coronarica acuta e quindi di infarto del miocardio. Anche il nostro gruppo con i cardiologi dell’ospedale Molinette sta conducendo uno studio sul cosiddetto “Calcium Score”, nei pazienti che eseguono TC torace senza mezzo di contrasto non per screening neoplastico ma per infezione Covid-19”.

Antonio Nesci

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