Mourinho e Sarri: cosa non ha funzionato?

Roma e Lazio, un unico sogno: la Champions League, che forse rimarrà tale. Sicuramente non sarà realizzato da entrambe, considerando la classifica attuale del campionato. La Juventus è in piena risalita e l’Atalanta vanta pur sempre un organico di gran lunga superiore a quelle di tutte le squadre che inseguono in graduatoria. Eppure, in vista di questa stagione sia i giallorossi sia i biancocelesti avevano rifondato i propri progetti tecnici affidandosi a due allenatori importanti sulla scena internazionale. Quando Fonseca sedeva ancora sulla panchina della “Lupa” fu ufficializzato infatti José Mourinho, mentre gli aquilotti hanno puntato su Maurizio Sarri, l’ultimo a vincere uno scudetto nel diuturno ciclo della Juventus. Grandi premesse, ma oggi le scommesse sui match di Serie A premiano raramente Roma e Lazio negli scontri diretti con le big. Più volte le due formazioni non hanno rispettato i pronostici e le aspettative.

Perché Mourinho sembra non andare più bene alla Roma? I tifosi non hanno mai smesso di sostenere il portoghese nei momenti di difficoltà, ma i giallorossi hanno perso evidentemente solidità rispetto ai tempi di Spalletti e Di Francesco. Lo “Special One”, che in carriera ha allenato i migliori calciatori del mondo, incontra notevoli difficoltà quando il materiale tecnico a disposizione non è eccelso. Nella Roma non c’è un Ibrahimovic, non c’è un Cristiano Ronaldo. Sarebbe stato curioso vedere come si sarebbe comportato Mourinho in presenza di Totti, uno che sposta tutte le attenzioni, ma tra infortuni vari e presunti torti arbitrali verso i quali il mister continua ancora a puntare il dito appare evidente come questa squadra sia poco serena.

Sul mercato i colpi non sono stati tantissimi, ma non si può certo dire che i Friedkin non abbiano messo mano al portafogli. Per Abraham è stato fatto un investimento considerevole, ma l’inglese si è sbloccato troppo tardi e nel frattempo sono stati persi tanti punti in campionato. Come se non bastasse, il carattere di Mourinho non contribuisce a rendere tranquillo l’ambiente, dato che ad oggi sono state già parecchie le conferenze in cui si è mostrato indispettito con i giornalisti, soprattutto dopo sconfitte cocenti. Il confronto con Fonseca è inevitabile: la Roma ha meno punti dell’anno scorso. I Friedkin non parlano, Mourinho non si oppone, prendendosi tutti gli schiaffi ed evitando, almeno, le critiche ai suoi giocatori, solo in alcuni casi ripresi pubblicamente da lui stesso.

Chi si aspettava invece di vedere il “Sarrismo” nella Lazio doveva sapere che sarebbe rimasto deluso. Già al Chelsea e alla Juventus Sarri non era riuscito a riproporre il bel calcio che l’ha reso grande a Napoli. Lotito non ha mai badato tanto al mercato e i risultati si vedono, anche se Zaccagni rappresenta chiaramente un ottimo innesto. Da anni la Lazio si affida agli stessi senatori e agli stessi gregari, con la differenza che quest’anno ha dovuto cambiare modulo, passando alla difesa a 4.

Anche per questa ragione il mister ha voluto con sé Hysaj, già allenato all’Empoli e al Napoli, ma il terzino albanese si sta rivelando uno dei peggiori elementi della stagione. La poca continuità di risultati viene però giustificata dal tecnico con cali fisici e non mentali. Sarri stesso ha ammesso che questa Lazio è diversa dal suo vecchio Napoli e che la qualità del palleggio non è quella tipica del “sarrismo”. Nell’ambiente c’è chi lo vorrebbe via a fine stagione, ma al momento è ancora prematuro parlarne. La sensazione, però, è che in estate almeno uno tra Mourinho e Sarri potrebbe lasciare Roma.