Categories: Cultura e Società

Alla scoperta di Affile tra arte e storia

Una piccola cittadina ricca di fascino, arte e storia. E’ Affile in provincia di Roma. Al 1013 risale la prima menzione del castello o castrum di Affile, che nel 1084 era in possesso di Ildemondo di Affile. Nel 1109 Papa Pasquale II prese il castello e lo cedette all’abate del monastero di Santa Scolastica a Subiaco. In seguito Ildemondo riottenne in feudo dall’abate Affile, a cui si aggiunse anche Ponza, oggi Arcinazzo Romano. Il castello ritornò in potere dell’abbazia nel 1176. In seguito fu in possesso degli Altieri e dei Braschi.

Da ammirare la Chiesa di San Pietro. Sul colle di San Pietro sorse una chiesa dedicata al santo, già menzionata da papa Gregorio Magno nel VI secolo, come sede di una comunità monastica. Con il progressivo trasferimento dell’abitato sulla collina occidentale dell’attuale centro storico l’antica chiesa assunse sempre più un carattere extraurbano. Subì nel tempo rifacimenti e ricostruzioni, l’ultima delle quali si deve al XV secolo. La chiesa presenta pianta rettangolare coperta da un tetto a capriate, con nicchia absidale sul fondo. Vi si trova un affresco con la “Crocifissione tra San Benedetto e un Vescovo”. Sulla parete settentrionale, priva di finestre, sono inoltre affreschi con “Natività di Gesù”, “Deposizione dalla Croce”, “Madonna con Bambino e angeli” e “Primo miracolo di san Benedetto ad Affile” (datati da un’iscrizione dipinta al 1473). Di interesse, nel dipinto che raffigura il miracolo benedettino, la raffigurazione del paese di Affile in quell’epoca. Agli inizi del XIX secolo nell’area venne creato il cimitero cittadino e la chiesa assunse funzioni cimiteriali, sino allo spostamento del cimitero nella nuova area di La Cona.

La Chiesa di Santa Maria viene citata a partire dal 1005 ma la forma attuale si deve ad una ricostruzione nel XIII secolo, di cui restano quattro arcate in pietra sorreggenti un tetto ligneo, e ad un prolungamento di due campate nel XVI secolo. La chiesa fu parrocchia dipendente dal vescovo di Palestrina e tale rimase anche dopo lo spostamento del paese sul colle occidentale, che la lasciò al di fuori delle mura cittadine. La chiesa conserva affreschi del XVI e XVII secolo e tracce di affreschi (raffiguranti due santi) del XIII secolo.

La chiesa di Santa Felicita si trova nel centro dell’abitato medioevale e fu sede delle riunioni della universitas (municipalità) di Affile. Divenne parrocchia al posto della chiesa di Santa Maria nel 1673. Nel 1827-29 la chiesa venne restaurata e ingrandita, con l’aggiunta della navata destra e di una cappella dedicata alla santa martire dove si conservano le sue reliquie. La chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco, a navata unica, coperta da volta a botte, maschera una più antica volta a crociera. Sul fondo un affresco cinquecentesco con “Madonna tra i santi Sebastiano e Rocco” Cappella della Madonna del Giglio. La piccola struttura sorse nel 1762 a protezione di una immagine sacra della “Madonna con Bambino”, che secondo la tradizione avrebbe fatto cessare il terremoto del 1759.

Diversi i siti archeologici. La cisterna romana è costituita da un ambiente rettangolare, coperto da una volta a botte, con muri di grande spessore. Tuttora è in parte interrata e riempita d’acqua e se ne conservano gli elevati dei lati meridionale e occidentale, in opera reticolata, mentre gli altri due lati erano forse tagliati nella roccia. L’acqua veniva presa da un’apertura circolare al centro della volta, in seguito tamponata. Sopra la cisterna le fonti testimoniano la fondazione nel 999, da parte di Ottone III di Sassonia di una chiesa con monastero, dedicata ai Santi Michele Arcangelo, Benedetto e Adalberto, ma più tardi nota come Sant’Angelo supra cisternam. La chiesa scomparve già nel XVI secolo; un’antica colonna romana attualmente nella cisterna vi era forse stata riutilizzata. Nei pressi della cisterna si conservano in una cantina i resti di un’altra struttura, con parte dei muri in elevato in opera mista e il pavimento in cocciopesto.

Delle mura del castello restano oggi poche tracce (“porta della Valle” del XIV secolo, con bastione avanzato semicircolare; avancorpo presso il campanile di Santa Felicita del XVII secolo). Le fonti menzionano inoltre una “porta Vipera”.

Antonio Nesci

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