Problematiche LGBTQI: cosa dicono i dati dell’agenzia UE per i diritti fondamentali

La sigla LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender e Intersessuali) è un acronimo che è entrato a far parte del nostro linguaggio comune già diversi anni fa. Con questo termine si indicano tutte quelle persone che si distinguono sulla base dell’identità sessuale. Stando all’American Psychological Association, l’orientamento sessuale va ricercato in un modello di attrazione di carattere emotivo, romantico e sessuale per tutti i sessi. Le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, tuttavia, vanno incontro a problematiche di ansia e depressione molto più spesso rispetto ai soggetti eterosessuali. Gli studi sul tema hanno evidenziato così una maggiore incidenza dei disagi psicofisici tra i giovani appartenenti a una qualsivoglia minoranza sessuale, già dall’età infantile. Talvolta questi malesseri sono causati da veri e propri traumi, come possono essere gli abusi o l’allontanamento dalla famiglia d’origine, che emergono anche dagli incontri con medici specializzati. Gli individui afflitti da questi problemi vengono inquadrati soprattutto nelle grandi metropoli e una figura come uno psicologo a Roma per tematiche LGBTQI si sta rendendo sempre più necessaria negli ultimi tempi. Sono dunque le condizioni ambientali a condizionare le persone LGBTQI, più che la loro identità sessuale, ancora oggi stigmatizzata e discriminata a più riprese dalla collettività.

I fattori di stress sono tali che talvolta queste persone ricorrono all’uso di sostanze pesanti o si producono in tentativi di suicidio, anche nel corso della terza età. Le ingerenze riscontrate nella vita sociale vengono perpetuate anche a distanza di anni: le persone LGBTQI si ritrovano quindi a sperimentare molto più facilmente molestie e vittimizzazione, tuttavia il fenomeno appare attenuarsi in età adulta, in quanto i soggetti possono selezionare più liberamente le proprie conoscenze e accedere alle risorse provenienti dallo stesso mondo LGBT. Il rovescio della medaglia risiede nel fatto che le persone LGBTQI risultano più resilienti di altre, a prescindere dalla sofferenza psichica. In buona sostanza, col tempo le esperienze negative si traducono in una maggiore resistenza allo stress. Una volta appurata la consistenza del fenomeno, nel 2020 l’agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (la FRA) ha stilato un report sulla relazione tra LGBT e discriminazione su scala continentale, dal quale è emerso che più di 130.000 persone dai 15 anni in su si identificano come gay, lesbiche, trans o intersessuali.

Dati statistici sulla comunità LGBT

L’indagine della FRA ha puntato ad analizzare alcuni aspetti fondamentali come il livello di apertura rispetto alla propria identità, le esperienze di discriminazione o i casi di violenza. La stessa agenzia UE, però, ha riconosciuto che i progressi ottenuti nella società non siano stati particolarmente fruttiferi: 6 omosessuali su 10 evitano di tenere per mano in pubblico il proprio partner, 2 su 5 raccontano di aver subito molestie, 1 su 5 si sente discriminato nel contesto lavorativo e 1 su 3 nei locali pubblici. Solo la metà degli studenti LGBT ha ricevuto supporto a livello scolastico, per mano di compagni di classe o docenti. In particolare, la comunità trans e intersex è quella più esposta alle violenze.

Anche in Italia il quadro appare preoccupante: il 62% delle persone palesa in pubblico la propria identità sessuale, il 30% evita determinati spazi pubblici per il timore di violenze, che colpiscono un terzo degli omosessuali. Soltanto il 28% delle persone LGBT ha manifestato liberamente la propria identità sessuale a scuola, incontrando nel 52% dei casi il supporto degli addetti ai lavori. Si sente l’assenza di una legge che inquadri l’omolesbobitransfobia come un’aggravante. Anche per questo lungo tutto lo Stivale hanno iniziato a godere di grande risonanza mediatica eventi come l’ultimo Roma Pride, che lo scorso giugno ha visto sfilare 900mila manifestanti per i diritti LBTQ. Pregiudizio, intolleranza e sfiducia nelle istituzioni sarebbero addirittura in aumento, almeno stando alla percezione dell’opinione pubblica.