Cos’è l’olio vettore?

L’olio di CBD è un prodotto che, negli ultimi anni, ha guadagnato grande fama. Lo spartiacque è stata senza dubbio la pandemia, che ha messo milioni di persone davanti alla necessità di affrontare un’ondata di stress inedita fino a quel momento. Il CBD o cannabidiolo, metabolita della cannabis più famoso dopo il THC, consente di tenere sotto controllo la suddetta condizione psicofisica grazie alla sua capacità di interagire con i recettori della serotonina.

L’olio di CBD ha avuto e continua ad avere un grande successo non solo per via dei suoi benefici, ma anche per l’oggettiva comodità di assunzione. Basta mettere qualche goccia sotto la lingua e, come si dice spesso, il gioco è fatto.

Non tutti, però, conoscono le vere peculiarità del prodotto. Oltre al cannabidiolo, è presente anche un altro ingrediente: l’olio vettore. Di cosa si tratta? Di una sostanza oleosa nella quale sono dissolte le molecole di CBD.

In questo modo, le si rende biodisponibili per l’organismo. Doveroso è ricordare che, in forma pura, il CBD sarebbe difficile da tollerare da parte dell’organismo.

Il bello non finisce qui. L’olio vettore, infatti, oltre ad avere la funzione appena menzionata, si contraddistingue per benefici a dir poco importanti dovuti, a loro volta, alla presenza di grassi buoni e vitamine. Per capire meglio la situazione, vediamo assieme quali sono i principali oli vettori scelti dalle aziende produttrici di CBD.

Principali oli vettori

Vediamo ora l’elenco dei principali oli vettore usati per l’olio di CBD.

Olio di semi di canapa

L’olio di semi di canapa rappresenta una soluzione fantastica quando si parla di oli vettori. Tra i motivi del suo successo rientra l’alto livello di compatibilità con il cannabidiolo.

Estratto facendo attenzione massima alla sostenibilità – se ti interessa approfondire questo aspetto, sul sito Cbweed troverai maggiori informazioni–  annovera, tra i suoi benefici, la presenza di ingredienti salutari come gli acidi grassi omega-3 e omega-6.

Idratante ed emolliente, l’olio di semi di canapa è apprezzato anche per il suo sapore, che ricorda quello della nocciola (oltre che per il fatto di essere legato a possibili benefici per la salute cardiovascolare).

Olio di cocco

Per via del suo inconfondibile sapore dolce, l’olio di cocco è una delle alternative più apprezzate quando si parla di oli vettori per il cannabidiolo.

Tra i suoi componenti maggiormente benefici troviamo l’acido laurico, caratterizzato da benefici antibatterici e antivirali. Un altro fattore dietro al successo dell’olio di cocco come olio vettore è la sua ricchezza in grassi MCT, ossia gli acidi grassi a catena media.

Quali sono i loro benefici? Al centro, dagli anni ‘50 circa, di una vivace attenzione scientifica, rappresentano una fonte di energia immediatamente disponibile per l’organismo. Non a caso, l’olio di CBD con olio vettore di cocco è molto apprezzato dagli sportivi.

Come evidenziato da una ricerca scientifica pubblicata nel 2017 e condotta da un team attivo presso la University of Oxford Brookes, contribuirebbero ad aumentare il senso di sazietà, con tutti i vantaggi del caso per quanto riguarda il controllo del peso.

Olio di semi di girasole

Noto per la sua ricchezza in vitamina E, nota anche come tocoferolo, nutriente dalla forte efficacia antiossidante, l’olio di semi di girasole è un’altra opzione da considerare quando si parla degli oli vettori per l’olio di CBD.

Olio d’oliva

L’olio d’oliva è un alimento dalle proprietà straordinarie. Anch’esso ricco di vitamina E, è contraddistinto dalla presenza di acidi grassi monoinsaturi ricchi di benefici antiossidanti e antinfiammatori.

Al netto delle oggettive proprietà benefiche, è bene ricordare che, in alcuni casi, l’olio extra vergine di oliva può alterare il sapore del cannabidiolo.

Olio di semi di cumino nero

Ricordiamo infine l’olio di semi di cumino nero. Ricco di acidi grassi come l’acido palmitico e l’acido oleico e linoleico, contribuisce al controllo dell’ossidazione del colesterolo e favorisce il potenziamento del sistema immunitario.

Redazione Conosci Roma

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