T-reg, il prof. Raffaele Badolato: “Il sistema immunitario ha sistemi di pesi e contrappesi”

Il sistema immunitario come un equilibrio dinamico, fatto di “pesi e contrappesi” che permettono all’organismo di difendersi da virus, batteri e cellule tumorali senza attaccare se stesso. È questa la chiave di lettura proposta dal professor Raffaele Badolato nell’intervista rilasciata a Fast News Platform, condotta da Antonio Nesci.

Un approfondimento scientifico che ha toccato uno dei temi più delicati della medicina contemporanea: il funzionamento delle cellule T-reg e il loro ruolo nel controllo delle risposte immunitarie.

Un equilibrio fragile nel sistema immunitario

Il professor Badolato descrive il sistema immunitario come un sistema altamente regolato:

“Il sistema immunitario ha sistemi di pesi e contrappesi. Deve distinguere le cellule che ci infettano, che ci invadono, le cellule tumorali che scappano dal controllo regolatorio, da quelle che sono le cellule endogene”

Quando questo equilibrio si rompe, il sistema difensivo può trasformarsi in un meccanismo di autoaggressione.

“Quando questo equilibrio si rompe, si può perdere la tolleranza immunologica e sviluppare autoimmunità, mentre le cellule T regolatorie (Treg) hanno il compito di prevenirla modulando la risposta immunitaria”

Le conseguenze possono essere molteplici e includono patologie come diabete di tipo 1, lupus e artrite reumatoide.

Le cellule T-reg: il controllo della risposta immunitaria

Al centro dell’intervista ci sono le cellule T-reg, linfociti T regolatori che svolgono una funzione di controllo essenziale.

“Le cellule T-reg sono dei linfociti T regolatori… sono un po’ il regista della risposta immunitaria”

I linfociti sono fondamentali nella difesa contro infezioni e tumori, ma necessitano di un sistema di regolazione per evitare danni ai tessuti sani.

“Queste cellule se non sono programmate bene aggrediscono le cellule del proprio organismo”

Per questo motivo il sistema immunitario sviluppa meccanismi di controllo già durante la maturazione dei linfociti nel timo:

“Il nostro sistema immunitario produce cellule T programmate per riconoscere i propri antigeni e per dare segnali inibitori quando queste cellule vengono aggredite”

Le T-reg svolgono quindi una funzione essenziale:

“Hanno la funzione di inibire una risposta immunitaria eccessiva perché ovviamente determina poi una malattia”

Infezioni e autoimmunità: quando il sistema si sbilancia

Badolato spiega che molte alterazioni del sistema immunitario possono essere innescate da infezioni:

“Intanto in genere è un’infezione… che attiva le cellule effettrici”

In alcuni casi, però, virus e cellule umane possono somigliarsi, generando una reazione “incrociata”:

“Alcuni virus assomigliano a delle nostre cellule… è come trovarsi in un campo di battaglia in cui si viene colpiti dal corpo amico”

Questo può portare il sistema immunitario a colpire anche cellule sane presenti nei tessuti coinvolti:

“Le cellule del sistema immunitario, dovendo vincere una guerra contro l’infezione, aggrediscono anche le cellule bystander”

Da qui possono svilupparsi diverse malattie autoimmuni, tra cui tiroiditi, vitiligine e patologie cutanee.

Le scoperte degli anni 2000 e il gene FOXP3

Le conoscenze sulle T-reg sono relativamente recenti e si sono sviluppate soprattutto nei primi anni 2000 grazie allo studio di malattie rare.

“Sono studi datati negli anni 2000 e spesso legati allo studio di malattie rare che insegnano molto sul funzionamento del sistema immunitario”

Un ruolo centrale è svolto dal gene FOXP3, situato sul cromosoma X:

“FOXP3 è un fattore di trascrizione fondamentale per lo sviluppo e la funzione delle cellule T regolatorie”

Quando questo gene è difettoso, nei bambini si sviluppano forme gravi di malattia autoimmune già nei primi mesi di vita:

“Dermatite molto grave, diabete infantile e patologie intestinali”

In questi casi, l’unica terapia realmente efficace è il trapianto di midollo osseo:

“L’unica soluzione realmente efficace è il trapianto di midollo”

Diagnosi precoce e genetica

Oggi la medicina dispone di strumenti avanzati per identificare queste condizioni anche molto precocemente:

“Si può analizzare il gene FOXP3… esistono test di Next Generation Sequencing che permettono di analizzare 19.000 geni”

In alcuni casi è possibile arrivare alla diagnosi già in gravidanza:

“Si può effettuare la biopsia dei villi coriali e identificare la malattia del feto”

Un tema che apre anche riflessioni etiche complesse legate alle scelte familiari.

Terapie e futuro della medicina personalizzata

Il professor Badolato ha sottolineato come il trapianto di cellule staminali ematopoietiche rappresenti oggi una terapia altamente efficace:

“Ha un’efficacia superiore al 90%, con una buona qualità della vita”

Il futuro, tuttavia, è sempre più orientato verso il gene editing:

“Nei prossimi 5-10 anni lo sviluppo di tecniche genetiche come l’editing genetico permetterà di curare anche adulti con malattia avanzata”

La medicina si muove verso una direzione sempre più personalizzata:

“Curare il DNA è un’operazione diversa da persona a persona”

Ricerca, etica e collaborazione internazionale

La ricerca scientifica, secondo il professore, è sempre più globale e condivisa:

“Non ha senso che le ricerche siano per sé. L’obiettivo è la massima diffusione possibile dei risultati”

Anche i dati grezzi vengono progressivamente messi a disposizione della comunità scientifica:

“La tendenza è rendere disponibili i dati grezzi per consentire nuove analisi”

Le malattie rare diventano così un punto di partenza per comprendere patologie più comuni:

“Curare i bambini rari significa curare le malattie più frequenti”

Animali, IA e nuove tecnologie

Sul tema della sperimentazione, Badolato ha ricordato che gli animali restano ancora oggi necessari in diversi ambiti della ricerca:

“Gli animali sono ancora insostituibili in molti aspetti della ricerca”

Ma il futuro è già in evoluzione, grazie a organoidi e modelli digitali sempre più sofisticati:

“L’intelligenza artificiale ci permetterà di costruire modelli che simulano la sperimentazione”

Passione e responsabilità

In chiusura, il professore ha riportato la ricerca alla sua dimensione umana:

“La passione è alla base del ricercatore e del medico”

E ha sottolineato il peso etico del lavoro scientifico:

“Il senso di responsabilità è molto elevato… bisogna accettare i propri limiti e quelli della ricerca”

Un equilibrio, ancora una volta, che rispecchia quello delle cellule T-reg: un sistema che non deve mai perdere il proprio controllo interno.

Redazione Conosci Roma

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