Con il via libera al Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), il governo Meloni traccia la rotta della prossima legge di Bilancio e fissa obiettivi politici ed economici per i prossimi anni.
Il testo, approvato in Consiglio dei ministri, sostituisce la Nadef e aggiorna le stime macroeconomiche. Il segnale più forte arriva dal deficit, che scende al 3% già nel 2024, in anticipo di un anno rispetto alle previsioni iniziali, grazie al buon andamento della spesa primaria netta.
Meno ottimistiche le stime di crescita: il Pil italiano non supererà lo 0,5% nel 2025 e lo 0,7% nel 2026, in ribasso rispetto alle stime di aprile (+0,6% e +0,8%).
La premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno ribadito che la priorità sarà “sostenere chi lavora e le famiglie”, con la riduzione dell’Irpef per il ceto medio e nuove detrazioni legate al quoziente familiare.
Sul fronte sociale, la Manovra porterà più risorse alla sanità, con 2-3 miliardi aggiuntivi destinati a rafforzare stipendi e personale. Il ministero della Salute lavora a un piano straordinario di 27mila assunzioni, soprattutto infermieri. Per le imprese, annunciate nuove misure orizzontali dopo le difficoltà della Transizione 5.0.
Un capitolo destinato a far discutere riguarda la Difesa: il Dpfp prevede investimenti crescenti fino a 12 miliardi complessivi entro il 2028, in linea con gli impegni internazionali assunti dall’Italia in sede Nato.
Il documento sarà inviato nei prossimi giorni a Bruxelles e approderà alle Camere per l’esame in Aula già il 9 ottobre.
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