13 Febbraio 2026
Cultura e Società

“Il dialetto è identità: un evento per riscoprirlo e valorizzarlo”

Oggi più che mai, tra messaggi digitali e comunicazioni virtuali, parlare il dialetto può sembrare un gesto anacronistico. Ma non lo è. Per questo motivo nasce l’iniziativa [nome evento], un incontro voluto per celebrare e riscoprire il patrimonio linguistico dei dialetti italiani.

Il dialetto non è solo un modo di parlare: è parte della nostra identità, delle radici culturali che ci collocano in un tempo e in un luogo precisi. È un’etichetta, una carta d’identità, capace di dare forma alle parole e restituire sentimenti, episodi e persone con un’anima propria. Usarlo significa amare se stessi e preservare la memoria storica della propria comunità.

Storicamente, i dialetti sono stati stigmatizzati, associati a un passato contadino e a realtà di povertà o scarsa scolarizzazione, e considerati “cosa da ignoranti”. Eppure oggi la diversità linguistica rappresenta una ricchezza culturale che va difesa e valorizzata. La forza espressiva dei dialetti, il loro lessico puntuale e colorito, rimane viva nella vita quotidiana e nelle comunità italiane.

Linguisti e studiosi sottolineano come i dialetti siano strumenti unici per esprimere sentimenti, valori, speranze e per mantenere vivi i sentieri della memoria, spesso messi in ombra dalla frenesia della vita moderna. Numerosi poeti e autori, da nord a sud, hanno scelto il vernacolo per raccontare storie e tradizioni, confermando il valore culturale di questa eredità.

Come scriveva Pier Paolo Pasolini: “Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà”. Per Pasolini, il dialetto rappresentava l’ultima traccia di purezza e autenticità, da proteggere e celebrare.

L’appuntamento è quindi un’occasione aperta a tutti per riscoprire la bellezza e la varietà dei dialetti italiani, strumenti di memoria, cultura e identità da non lasciare scomparire.

Qui il live dell’evento tenutosi oggi a Roma