Distratti, stressati, esausti: il prezzo della connessione continua

Negli ultimi anni, la soglia di attenzione umana si è drasticamente ridotta. Secondo numerosi studi, oggi riusciamo a restare concentrati per circa 8 secondi — meno di un pesce rosso. Un fenomeno che gli esperti attribuiscono all’iperconnessione digitale e all’uso compulsivo dello smartphone.

Secondo la professoressa Gloria Mark, dell’Università della California, dieci anni fa una persona riusciva a concentrarsi in media per tre minuti durante il lavoro. Sei anni fa il tempo era sceso a 1 minuto e 15 secondi. Oggi siamo a 40 secondi. La situazione è aggravata da un paradosso: per tornare realmente concentrati dopo una distrazione, servono in media 25 minuti.

Il motivo? Una questione di dopamina. Ogni notifica, messaggio o scroll produce una piccola scarica di questa sostanza chimica, che crea dipendenza e stimola la ricerca continua di novità. Ma la dopamina attiva anche il cortisolo, l’ormone dello stress, innescando un circolo vizioso.

Lo psichiatra francese Laurent Karila paragona lo smartphone a un orsetto per bambini: un oggetto rassicurante che ci accompagna ovunque, anche di notte. “Qual è la prima cosa che fa un adulto quando si sveglia nel cuore della notte? Guarda il telefono”, osserva.

A peggiorare il quadro è l’illusione del multitasking. Il cervello umano non è progettato per gestire più compiti contemporaneamente: passa rapidamente da uno all’altro, consumando energia e aumentando il rischio di errori. L’effetto finale è un abbassamento delle prestazioni e un senso di esaurimento.

A tutto questo si aggiunge il cosiddetto “burnout da notifica continua”. Le notifiche, progettate per catturare l’attenzione, sfruttano un meccanismo primitivo: siamo naturalmente portati a reagire ai suoni improvvisi, come se ogni “tin” dello smartphone fosse una possibile minaccia. Una reazione antica che, nel contesto odierno, ci espone a un sovraccarico costante.

Come se ne esce? Secondo gli esperti, la soluzione è semplice quanto radicale: spegnere il telefono, almeno per qualche ora al giorno. Un piccolo gesto che può restituirci concentrazione, tempo e serenità.

Redazione Conosci Roma

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