15 Aprile 2026
Hotel, Ristoranti, Locali

Pasqua nel Lazio, agriturismi presi d’assalto: oltre 200mila presenze tra tradizione e turismo di prossimità

Boom di prenotazioni negli agriturismi e ritorno alla tavola della tradizione: la Pasqua 2026 nel Lazio si conferma all’insegna della convivialità, della cucina tipica e delle mete vicine. Secondo Coldiretti Lazio, tra Pasqua e Pasquetta si registrano oltre 200mila presenze complessive negli oltre 1.300 agriturismi della regione, tra pernottamenti, pranzi e visite giornaliere.

Un dato che fotografa chiaramente la tendenza delle famiglie a scegliere esperienze autentiche, immerse nella natura e legate al territorio. Parallelamente, circa il 70% dei cittadini trascorrerà le festività a casa, dove il pranzo pasquale resta un momento centrale: in media sei persone a tavola e una spesa di circa 67 euro a famiglia.

Non manca chi sceglie di mangiare fuori: il 17% opterà per ristoranti e agriturismi, mentre un 7% punta sul bel tempo per organizzare picnic all’aria aperta. Il quadro emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè “La Pasqua 2026 degli italiani a tavola”, diffusa in occasione delle iniziative nei mercati di Campagna Amica, dove sono stati protagonisti i piatti tipici regionali preparati dai cuochi contadini. A Roma, al farmers market del Circo Massimo, è stata allestita anche una mostra dedicata alle ricette pasquali.

A dominare le tavole laziali è l’immancabile abbacchio con patate, simbolo della tradizione locale. Per preparare il pranzo si impiegherà mediamente un’ora e mezza, ma c’è anche chi si spinge oltre: il 19% cucinerà fino a tre ore e un 7% supererà questo limite. Ridottissima invece la quota di chi ricorrerà a piatti pronti o al delivery.

Protagoniste assolute restano le uova, con un consumo che a livello nazionale raggiunge circa 300 milioni durante la settimana di Pasqua, insieme all’agnello, presente in un terzo delle tavole (33%), preferibilmente Made in Italy e acquistato direttamente dai produttori o nei mercati contadini.

“Il clima di incertezza internazionale incide inevitabilmente anche sulle scelte delle famiglie – spiega David Granieri – spingendo molti a privilegiare mete vicine, facilmente raggiungibili e percepite come più sicure. In questo scenario gli agriturismi rappresentano una risposta concreta, perché uniscono accoglienza, cibo sano e legame con il territorio”.

A trainare il settore è infatti il turismo di prossimità, che premia la riscoperta delle campagne e dei sapori identitari. Nel Lazio l’offerta agrituristica è sempre più diversificata: accanto all’ospitalità crescono attività sportive, percorsi naturalistici e archeologici, esperienze culturali e proposte dedicate alle famiglie.

La provincia di Viterbo si conferma leader con oltre 540 strutture e guida anche la classifica regionale delle aziende con attività ricreative, sportive e culturali, che complessivamente nel Lazio sono 770. Un settore in espansione anche sul fronte della multifunzionalità: il 28% delle aziende agrituristiche offre servizi integrati, mentre le attività esperienziali registrano un aumento del 36%.

“Il turismo di prossimità – conclude Granieri – sta premiando le campagne del Lazio, capaci di offrire non solo ospitalità ma anche valore sociale, ambientale ed enogastronomico. Una scelta che sostiene l’economia dei territori e rafforza un modello di vacanza basato su genuinità e identità locali”.