White spot: cause e rimedi

Ci sono imperfezioni che cambiano subito la percezione di un sorriso e fanno la differenza come le white spots. Si tratta di piccole variazioni del dente che riguardano la superficie e la luce, zone in cui lo smalto appare più opaco, più chiaro, meno uniforme. Prima ancora di chiedersi come eliminarle, vale la pena capire perché compaiono: le white spot dei denti non raccontano tutte la stessa storia, comprendere la loro origine è il primo passo per scegliere i rimedi giusti. Abbiamo parlato di tutto questo con gli esperti di DENS che lavorano come dentista a Como.

White spots: cause

Le white spots sono aree dello smalto del dente che riflettono la luce in modo diverso, quindi appaiono come macchie bianche, gessose o leggermente opache. Possono essere impercettibili oppure molto vistose, per esempio sugli incisivi e nei denti più esposti quando si sorride. Dal punto di vista estetico il risultato può sembrare simile da paziente a paziente, ma le cause possono essere molto diverse.

Una delle cause più note è la fluorosi, legata a un’eccessiva assunzione di fluoro durante la fase di formazione dello smalto. In questo caso il dente sviluppa alterazioni superficiali e sottosuperficiali che si manifestano come chiazze più chiare. Le white spots possono comparire anche in seguito a una demineralizzazione iniziale dello smalto, cioè quando la struttura dentale perde minerali e inizia a mostrare una diversa trasparenza: è una dinamica che può comparire nelle prime fasi della carie o in zone dove la placca si accumula più facilmente. Ci sono poi situazioni legate allo sviluppo dentale: traumi avvenuti durante l’odontogenesi, ipomineralizzazioni, difetti dello smalto, alcune alterazioni connesse all’assunzione prolungata di antibiotici nei primi anni di vita.

Il punto più importante da capire è che le white spots sono modifiche della struttura ottica dello smalto: per questo non spariscono con una pulizia più energica, non si possono grattare via e non sempre rispondono bene a uno sbiancamento tradizionale.

I rimedi per le white spot denti

Il rimedio dipende dalla causa, dalla profondità della lesione, dalla sua estensione e dal risultato estetico che si vuole ottenere. Per questo la fase diagnostica conta così tanto: un difetto lieve e superficiale può essere gestito in modo conservativo, mentre alterazioni più marcate richiedono strategie diverse.

Quando la componente principale è una demineralizzazione iniziale, uno dei primi obiettivi è favorire la remineralizzazione. In altri casi, soprattutto quando la white spot è ben visibile e crea un contrasto netto con il resto del dente, l’approccio migliore è quello minimamente invasivo come l’infiltrazione resinosa. Questo trattramento è noto anche per l’utilizzo del sistema Icon, ovvero una resina molto fluida che penetra nelle microporosità dello smalto demineralizzato, le riempie e modifica il modo in cui la luce attraversa quell’area. Così si lavora per rendere meno evidente la differenza tra la zona alterata e lo smalto sano, migliorando l’estetica e preservando quanto più possibile il tessuto dentale.

Quando invece le lesioni sono più profonde, più estese o collegate a difetti strutturali marcati, il piano può includere soluzioni restaurative o protesiche, come restauri adesivi o faccette. Anche qui il criterio non dovrebbe essere la fretta di uniformare tutto, ma la ricerca del miglior equilibrio tra estetica, conservazione e naturalezza.

In conclusione le white spot non sono tutte uguali, dietro questa imperfezione estetica dei denti possono esserci fluorosi, demineralizzazione, difetti dello smalto o esiti di eventi avvenuti durante lo sviluppo dentale. Di conseguenza, i rimedi cambiano e la grande differenza tra un buon risultato o meno risiede soprattutto nella fase di valutazione, nella capacità del professionista di leggere l’origine del difetto.

Leggi anche l’articolo: Telesoccorso ascensore: cos’è e cosa dice la legge 

Serg Pin

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