Il 25 aprile non è solo memoria.
È responsabilità.
È scelta quotidiana.
Quest’anno sto lavorando il 24, il 25 e il 26 aprile.
Gratis, come sempre.
Qualcuno dirà: “Ma lavori anche il 25 aprile?”
Sì.
Perché la Liberazione non è un capitolo di storia: è un processo che continua.
E continua soprattutto nelle scuole.
Nelle mani affaticate dei ragazzi che costruiscono un prototipo.
Nelle loro domande che aprono varchi.
Nelle idee che nascono quando nessuno le aspetta.
Ogni laboratorio è un atto di libertà.
Ogni progetto è un esercizio di democrazia.
Ogni studente che scopre di poter creare, capire, cambiare qualcosa, anche piccola, è un pezzo di Liberazione che si rinnova.
La scuola, quando funziona davvero, è il luogo più rivoluzionario che abbiamo.
Ed è per questo che il 25 aprile lavoro volentieri:
perché la libertà, per restare viva, ha bisogno di essere coltivata.
Ogni giorno.
Anche quando è festa.
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