2 Ottobre 2026
Scienza e Tecnologia

Secondo Acer la crisi dei Chip finirà prima del previsto: le date delle previsioni lasciano ben sperare

All’interno di una recente conferenza stampa il CEO di Acer, Jason Chen, ha lanciato un messaggio che si è posizionato controcorrente rispetto al pessimismo diffuso nell’industria dei semiconduttori.

Secondo lui gli aumenti dei prezzi dei PC provocati dalla carenza di memoria RAM potrebbero iniziare a invertirsi durante il corso della seconda metà del 2027: un orizzonte temporale decisamente più ottimistico rispetto a quello indicato da altri protagonisti del settore; secondo le stime dell’azienda taiwanese, i prezzi dei computer continueranno comunque a salire tra il 5% e il 20% entro la fine del 2026, prima di stabilizzarsi nella prima metà dell’anno successivo e imboccare finalmente una traiettoria discendente nella seconda parte del 2027.

Tale previsione, se confermata, avrebbe ripercussioni dirette su qualunque dispositivo elettronico dotato di memoria, inclusi componenti che il grande pubblico spesso dà per scontati.

C’è una timeline che riguarda chiunque utilizzi i semiconduttori

Inutile fare finta di niente: la carenza di memoria RAM che ha colpito il mercato è stata devastante e nasce da una combinazione di fattori, tra cui la domanda crescente generata dai data center dedicati all’intelligenza artificiale, capaci di assorbire quantità enormi di componenti prima destinati esclusivamente al mercato consumer tradizionale. Chen sostiene che le previsioni più pessimistiche sulla durata della carenza potrebbero essere state volutamente enfatizzate da alcuni produttori proprio per mantenere elevati i propri margini di profitto in un momento di domanda particolarmente sostenuta a livello globale.

L’opinione di Chen, chiaramente, non è condivisa da tutti: il CEO di Micron ha indicato uno scenario destinato a protrarsi ben oltre il 2027, mentre SK Hynix prevede addirittura un picco della carenza proprio nel 2027 con effetti che potrebbero perdurare fino al 2030 secondo le stime più caute dell’azienda coreana. Una delle ragioni dietro l’ottimismo di Acer riguarda la crescita dei produttori cinesi di memoria come CXMT e YMTC, che stanno aumentando rapidamente la propria capacità produttiva e la propria presenza sui mercati internazionali, contribuendo potenzialmente a un riequilibrio dell’offerta globale servendo le aziende ai margini dei business altrui, come ad esempio chi ospita giochi digitali con la roulette o i piccoli produttori hardware.

Componenti invisibili ma onnipresenti

I chip di memoria, per quanto poco visibili nella vita quotidiana, sono oggetti fondamentali per il funzionamento della modernità: ogni dispositivo capace di elaborare in tempo reale grandi quantità di dati, dai server che ospitano i siti di casinò digitali fino alle console domestiche, dipende in ultima analisi dalla disponibilità di memoria a prezzi sostenibili per continuare a funzionare senza colli di bottiglia sulle prestazioni complessive.

Il futuro prossimo dei prezzi hardware resta quindi un tema che va ben oltre il semplice acquisto di un nuovo computer, e tocca indirettamente innumerevoli altri settori che dipendono, spesso senza che il pubblico se ne accorga, dalla stessa identica filiera globale dei semiconduttori. Bisogna sperare che, per questa volta, il paradosso di Jevons non venga utilizzato nuovamente per riportare il mercato in pessime condizioni dopo un aumento vertiginoso della produzione di chip ma questa è una condizione che soltanto i nostri posteri potranno validare o meno.