7 Ottobre 2026
Cultura e Società

Il Premiolino 2026, la verità come mestiere: a Milano premiati sei giornalisti

La libertà di informazione, la ricerca della verità e la responsabilità del giornalista tornano al centro del Premiolino. Al Piccolo Teatro Grassi di Milano si è svolta la cerimonia della 66ª edizione del più antico e prestigioso premio giornalistico italiano, che quest’anno ha riconosciuto il lavoro di Anna Foa, Gabriella Colarusso, Floriana Bulfon, Viviana Mazza, Stefano Feltri e Sacha Biazzo.

Ad aprire la serata sono state le immagini di Mstislav Rostropovich che suona Bach davanti al Muro di Berlino, simbolo della libertà ritrovata. La musica è poi proseguita dal vivo con la violoncellista Nicoletta Mainardi, accompagnando una cerimonia dedicata al valore dell’informazione e al mestiere del giornalista.

Quattro delle sei persone premiate sono donne. I loro lavori attraversano alcuni dei temi più delicati dell’attualità internazionale e italiana: Gaza e l’Iran, gli Stati Uniti, l’antisemitismo, i diritti delle donne, la criminalità organizzata e il rapporto tra informazione, economia e potere.

Anna Foa, storica ed editorialista de La Stampa, è stata premiata per il ruolo avuto nel dibattito su Gaza dopo il 7 ottobre, mentre Gabriella Colarusso, inviata de la Repubblica, è stata riconosciuta per il lavoro svolto sui fronti di guerra e per la capacità di costruire fonti attendibili anche nei luoghi più difficili da raggiungere.

Il Premiolino ha inoltre valorizzato il giornalismo d’inchiesta di Floriana Bulfon, che nonostante anni di lavoro e importanti risultati continua a operare senza un contratto stabile ed è sottoposta a sorveglianza dopo le minacce ricevute.

A Viviana Mazza del Corriere della Sera è stato riconosciuto, tra l’altro, il valore dell’intervista a Donald Trump nella quale il presidente degli Stati Uniti aveva attaccato Giorgia Meloni, inserita dalla giuria in un percorso professionale costruito negli anni attraverso reportage e storie dedicate alla democrazia, ai diritti e alle donne.

Stefano Feltri, autore di Appunti e conduttore di Revolution su Rai Radio 3, è stato premiato per il suo modo di raccontare economia e potere con indipendenza, rigore e chiarezza, utilizzando strumenti e linguaggi diversi.

Riconoscimento anche a Sacha Biazzo, giornalista di Report, Rai 3, nato a Potenza e protagonista di un percorso iniziato con le inchieste sulla criminalità nel Sud e proseguito con lavori sulle mafie italo-americane e importanti produzioni internazionali.

Il filo conduttore della 66ª edizione è stato sintetizzato anche nelle parole di Oriana Fallaci, prima donna a ricevere il Premiolino nel 1961: «Ogni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia». Un principio accompagnato dall’avvertimento contro il fanatismo, indicato come nemico della libertà di pensiero.

Nel corso della cerimonia è stato assegnato anche il Premio Pirelli per la Scuola a Rai Scuola. A ritirarlo sono stati Fabrizio Zappi, direttore della Direzione Cultura ed Educational Rai, e Lorenzo Ottolenghi, responsabile dell’unità Educational. Il riconoscimento sottolinea il ruolo dell’informazione come strumento di formazione culturale, sociale e civile.

Il Premiolino, nato a Milano nel 1960 dall’iniziativa di importanti firme del giornalismo italiano e sostenuto dal 2023 da Pirelli, continua così a legare il riconoscimento professionale a un principio essenziale: cercare i fatti, verificarli e raccontarli con indipendenza.

Perché in un’epoca caratterizzata da un’enorme quantità di informazioni, la qualità del giornalismo passa ancora dalla capacità di distinguere la verità dal rumore.