Dal 3 novembre a Roma la commedia scritta da Cinzia Berni e Roberto Marafante, diretta dalla stessa Berni. Nel cast anche il giovane attore livornese Flavio Pagni, tra le nuove scommesse della regista.
ROMA – Nel 1926 il taglio di capelli a caschetto era diventato uno dei simboli della donna moderna. Capelli corti, emancipazione e nuovi modelli di libertà contribuivano a cambiare il ruolo femminile nella società. A cento anni di distanza, quella trasformazione diventa lo spunto per raccontare, con ironia e leggerezza, l’universo femminile attraverso una commedia ambientata in un salone di bellezza.
Dal 3 novembre 2026 arriva al Teatro Tirso de Molina di Roma Un diavolo per capello, commedia scritta da Cinzia Berni e Roberto Marafante e diretta da Cinzia Berni.
Sul palco, insieme alla regista, ci saranno Geppi Di Stasio, Maria Lauria, Francesca Ceci, Sara Adami e il giovane attore livornese Flavio Pagni. I costumi sono firmati da Federico Zaccone, mentre Simone Manzi è l’aiuto regista.
Il parrucchiere è molto più di un luogo nel quale cambiare acconciatura. È uno spazio di incontro e condivisione, dove tra uno shampoo e una messa in piega si raccontano storie personali, amori, tradimenti, paure e speranze. Un vero e proprio confessionale laico, nel quale anche persone che non si conoscono finiscono spesso per condividere esperienze e segreti.
È proprio questo il mondo al centro di Un diavolo per capello. Nel salone si intrecciano le vicende di tre clienti, dell’estetista e del suo avvenente fidanzato. A dirigere il locale è El Diable, parrucchiere alla moda e proprietario dell’attività.
Nella saletta vip prendono forma incontri, pettegolezzi, equivoci sentimentali e situazioni paradossali. Dietro le battute e i momenti comici emergono però anche fragilità e contraddizioni di donne diverse per età, carattere ed esperienze.
La commedia racconta così la capacità femminile di riconoscersi, confrontarsi e diventare complici, anche quando le differenze sembrano insuperabili.
Alla guida dello spettacolo c’è Cinzia Berni, attrice, autrice e regista con una lunga esperienza nel mondo dello spettacolo. La sua formazione artistica è legata al Laboratorio di esercitazioni sceniche di Luigi Proietti, una delle realtà formative che hanno contribuito alla crescita di numerosi interpreti italiani.
Accanto all’attività di attrice e regista, Berni ha sviluppato negli anni un particolare interesse per la formazione e la valorizzazione delle nuove generazioni di artisti, dedicando attenzione alla ricerca di giovani interpreti da inserire nei propri spettacoli.
Tra le presenze di questo allestimento c’è Flavio Pagni, giovane attore livornese scelto dalla regista per interpretare Maurizio, un barista con il sogno di diventare cantante.
Il suo personaggio porta nella storia una componente di seduzione e imprevedibilità, contribuendo a movimentare gli equilibri del salone. Una presenza che affianca interpreti di maggiore esperienza e rappresenta anche un’occasione di crescita professionale per il giovane attore.
Il riferimento al 1926 non è soltanto un richiamo storico. Il caschetto femminile rappresentò uno dei segni visibili di un cambiamento culturale che investì moda, costume e identità delle donne.
Oggi, a distanza di un secolo, il salone di bellezza continua a essere un luogo simbolico di trasformazione. Si entra per cambiare look, ma spesso si esce con qualcosa in più: una confidenza condivisa, una nuova consapevolezza o semplicemente un sorriso.
È questa la dimensione che Un diavolo per capello porta sul palcoscenico, tra comicità, relazioni e storie quotidiane.
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