Pasticcio della giunta raggi nei controlli anti Covid nelle scuole: la denuncia dei sindacati

Spunta l’ipotesi che i pasti siano serviti non più in mensa, considerata a rischio vista la maggiore concentrazione di alunni, ma in classe. La valutazione è emersa nell’incontro tra il Comune e i sindacati. Al tavolo, aggiornato al 2 settembre, non si è ancora raggiunto un accordo sulle linee guida da seguire alla riapertura di nidi e materne il prossimo 9 settembre. A rendere l’idea di quanto lo scenario sia pasticciato le parole del sindaco Virginia Raggi che, consapevole dello stallo, si autotutela. “Sicuramente la riapertura delle scuole creerà criticità, ma stiamo tutti lavorando per prevenirle. A Roma abbiamo circa 1.200 scuole, siate tutti un po’ più clementi, non puntiamoci il dito perché non serve”.

Una nota della Cgil chiede, al fine di garantire la tutela e la sicurezza dei lavoratori e nel rispetto delle norme anti Covid. “Quali saranno le modalità attraverso le quali tali mansioni andranno espletate; come sarà predisposta la necessaria formazione per particolari attività richieste da Roma Capitale, tra cui la misurazione della temperatura ai bambini; come sarà gestito il servizio del trasporto scolastico”. Il Comune pensa di assegnare il compito agli operatori della Multiservizi, la partecipata alla quale, in attesa della newco e nelle more della sospensiva in Consiglio di Stato (sentenza attesa per il 17 settembre), è stato prorogato il contratto di servizio fino al 30 settembre.

“Se ai lavoratori verranno assegnati ulteriori incarichi – insiste Sara Imperatori, funzionaria della Cisl – dovranno essere formati e dotati di mascherine, guanti, visiere. Sarebbe opportuno sottoporre anche loro ai test diagnostici, visto che sono a stretto contatto con i bimbi”. Un’altra questione riguarda il potenziamento del servizio di trasporto scolastico. Se alle attuali 400 linee se ne aggiungerà una quarantina, le prestazioni in eccedenza dovranno essere riconosciute. Un precedente, tra i punti di caduta della trattativa sindacale, è il consolidamento di oltre 300 mila ore di lavoro effettuate, ma non retribuite. Alessandro Bonfigli (Uil Trasporti Lazio) attacca. “L’amministrazione pretende che i lavoratori svolgano questa mansione, in aggiunta quelle ordinarie di pulizia, a costo zero: la smetta con questa approssimazione”.

Antonio Nesci

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