San Giovanni Bosco e San Giuseppe nella Chiesa del Sacro Cuore a Castro Pretorio

Nella splendida Basilica del Sacro Cuore di Gesù al Castro Pretorio, costruita a fine XIX secolo dell’architetto Francesco Vespignani, si trova un altare dedicato a San Giuseppe, patrono della Chiesa Universale. L’altare fu voluto da san Giovanni Bosco, che con tanti sacrifici si prodigò per la realizzazione della chiesa e dell’annesso oratorio per l’educazione dei giovani abbandonati.

Papa Pio IX acquistò a proprie spese il terreno lungo la Via di Porta San Lorenzo (l’odierna via Marsala), con l’intenzione di farvi edificare una chiesa da dedicare a San Giuseppe, che l’8 dicembre 1870 era stato dichiarato dal pontefice “Patrono della Chiesa universale”. In seguito ai tragici eventi della presa di Porta Pia, Roma fu annessa al regno d’Italia e si pose fine al potere temporale del Papa. Il popolo di Dio, dinanzi ad una società sempre più ostile alla Chiesa, cercò protezione nella devozione al Sacro Cuore di Gesù e da tutto il mondo cattolico si chiedeva al Santo Padre la costruzione di un tempio dedicato al Sacro Cuore, proprio a Roma. Pio IX decise di cambiare il suo progetto iniziale e dedicò l’erigenda chiesa al Sacro Cuore di Gesù.

Alla morte di Pio IX nel 1878, i lavori si arrestarono per mancanza di fondi. Il nuovo Papa Leone XIII, che tanto ammirava l’opera di Don Bosco, decise di affidare al fondatore della Società di San Francesco di Sales il compimento dell’opera.

Il 13 maggio 1887, i lavori della chiesa furono ultimati e Don Bosco offriva a Leone XIII il bellissimo Tempio del Sacro Cuore, come l’opera della devozione e dell’affetto che tutta la realtà salesiana nutriva per la Cattedra di Pietro. Il 16 maggio, l’anziano sacerdote celebrò la sua unica messa all’altare di Santa Maria Ausiliatrice, durante la Santa Messa per più di 15 volte ruppe in lacrime. La Vergine in quel Santo Sacrificio gli concesse la grazia di comprendere come tutta la sua vita era stata un olocausto gradito a Dio per la salvezza delle anime dei ragazzi a lui affidati. Don Bosco, a nove anni, infatti, aveva fatto un sogno, dove aveva intravisto la sua missione di portare i ragazzi a Gesù, e la Vergine gli aveva promesso: «A suo tempo, tutto comprenderai». Don Bosco, dopo aver portato a compimento il suo ministero, si spense a 72 anni nella sua amata Torino, il 31 gennaio del 1888.

L’altare dedicato a San Giuseppe, in omaggio all’originario desiderio di Papa Pio IX, si trova sul lato destro del transetto. A realizzare la pala d’altare fu Giuseppe Rollini, un artista cresciuto tra i ragazzi dell’oratorio di Valdocco. Ammiriamo la splendida tela che presenta in alto un angelo recante tra le mani un cartiglio con la scritta: “Ite ad Joseph”, ricorda l’episodio biblico in cui il Faraone invita il popolo ad andare da Giuseppe per essere sfamato (cf. Gn 41, 55).

La Vergine Maria con le mani incrociate sul petto rimane accanto al suo sposo Giuseppe, che sorregge il Bambino Gesù e stringe nella sinistra un corto bastone fiorito, segno di autorità e di purezza. Gesù regge nella destra il globo del mondo, Egli è il Signore dell’Universo! Eppure, con tanta tenerezza il Bimbo si aggrappa alla fibbia del mantello di Giuseppe, che in realtà è un piviale, il paramento liturgico usato dal sacerdote per impartire la Benedizione Eucaristica. In primo piano, un angelo si inginocchia maestoso, mentre porge il modellino della Basilica di San Pietro alla benedizione del santo Patriarca. Solo Gesù Bambino volge lo sguardo verso l’osservatore per invitarlo a ricorrere in ogni necessità al suo caro Padre putativo.

Fonte: diocesidiroma.it