Mille euro in più al mese per i consiglieri capitolini

L’aumento delle indennità dei consiglieri comunali è stato votato dall’Assemblea capitolina. I compensi percepiti passano così da all’incirca duemila euro netti ad un fisso che si aggirerà attorno ai tremila. L’Aula Giulio Cesare ha approvato la decisione con 33 voti su 36. Contrari: i consiglieri grillini Daniele Diaco, Linda Meleo e Paolo Ferrara.

I favorevoli hanno ribadito che l’atto è “giustificato da norme nazionali”. Così il presidente del gruppo del Pd, Valeria Baglio. Un decreto legislativo prevede fin dal 2010 l’aumento dei compensi per i membri del Consiglio, in virtù “della complessità e specificità delle funzioni conferite a Roma Capitale”.

Il nuovo sistema non entra subito in funzione. Serve un decreto ministeriale che fisserà ufficialmente l’ammontare della nuova indennità. Il maggiore esborso per gli emolumenti degli amministratori è fissato, per il 2022, in poco più di due milioni di euro. Suddividendo la cifra per i 48 membri dell’Assemblea si ricava un lordo di 3600 euro al mese. Fare il consigliere capitolino diventa un vero “lavoro a tempo pieno”. Roma Capitale si farà carico anche dei contributi previdenziali dei consiglieri in aspettativa non retribuita dalla propria attività. Addio a gettoni di presenza e rimborsi spese. Infatti la nuova indennità da tremila euro è “onnicomprensiva” e la presenza nelle commissioni non darà diritto a nulla in più.