Alla Facoltà di Ingegneria della Sapienza Università di Roma un incontro dedicato alla memoria, all’identità, alle migrazioni e alla libertà attraverso le opere di cinque importanti autori.
La letteratura come strumento di resistenza, memoria e libertà. È stato questo il filo conduttore dell’incontro di studio «Resistenza, patria interiore. Scritture migranti, scritture in rivolta. Scritture dall’esilio e dai crinali ultimi», ospitato nella Sala degli Affreschi della Facoltà di Ingegneria della Sapienza Università di Roma, nell’ambito del Festival Eco Letterario Diffuso «Letterature Senza Esercito».
Un appuntamento che ha portato nel cuore della Capitale temi di grande attualità: l’emigrazione, lo sradicamento, il rapporto con la propria terra, la perdita delle radici, il dissenso e la ricerca di un’identità capace di sopravvivere anche lontano dai luoghi d’origine.
Al centro dell’iniziativa, le esperienze e le opere di cinque autori che, attraverso linguaggi e percorsi differenti, hanno raccontato il Sud, l’esilio, la diaspora e la resistenza culturale. Da Michele Pane, voce della Calabria migrante e popolare, a Salvatore Toma e Assunta Finiguerra, espressioni originali e anticonformiste della letteratura meridionale, fino ad Ali Podrimja e Mahmoud Darwish, testimoni nelle loro opere dell’esilio, della diaspora e della patria negata.
A ricostruire e approfondire il percorso umano e letterario degli autori sono stati Carmine Chiodo, Michelangelo Zizzi, Filippo Golia, Jonida Prifti e Hatem Abed. Ciascuno ha proposto una propria chiave di lettura, accompagnando gli interventi con la lettura di testi selezionati e mettendo in relazione le esperienze letterarie con le questioni del presente.
L’incontro ha registrato una partecipazione numerosa e un pubblico particolarmente attento e coinvolto, che ha seguito gli interventi e le letture in un percorso tra geografie, lingue e identità. Un attraversamento di quelle scritture nate spesso ai margini delle culture dominanti, capaci di trasformare la lontananza, la privazione e la sofferenza in testimonianza e affermazione di libertà.
Un contributo importante alla riuscita della serata è arrivato anche da Fiorella Potenza, che ha interpretato con professionalità e sicurezza i monologhi inseriti nel programma, arricchendo il confronto con momenti di particolare intensità espressiva.
L’iniziativa è stata resa possibile dalla collaborazione del Centro Culturale Connessioni, con la condirezione artistica di Elisa Zumpano e Luca Garraffo, del Comune di Roma, rappresentato dal consigliere Dario Nanni, e dell’Associazione Calabresi Capitolini, guidata da Luigi Salvati.
Il Festival «Letterature Senza Esercito» proseguirà con ulteriori appuntamenti fino al 21 novembre, confermando Roma come spazio di incontro tra culture, esperienze letterarie e testimonianze provenienti da diverse parti del mondo.
Un messaggio attraversa l’intero progetto: si può lasciare la propria terra, vivere lontano dalle proprie radici e persino perdere una patria geografica, senza rinunciare a quella interiore. Ed è proprio nella letteratura che questa patria continua a trovare voce.
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